Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/7: Modifica della legge sulle banche e dell'ordinanza sulle banche (FinTech) · 16 pagine

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Tuttavia, il rilascio dell’autorizzazione comporta per le imprese tecnofinanziarie sottoposte a vigilanza anche costi, in particolare gli emolumenti riscossi dalla FINMA per la procedura di vigilanza, i costi di compliance legati al rilascio dell’autorizzazione, i costi per la verifica e la revisione nonché il costo del capitale. Nel complesso tali costi sono comunque nettamente inferiori a quelli che sorgono nel quadro della procedura di autorizzazione a esercitare come banca.

Una voce di costo comune a tutti e tre gli elementi concerne i requisiti sanciti nella normativa contro il riciclaggio di denaro. Gli adeguamenti regolatori proposti non prevedono infatti alcuna agevolazione al riguardo. Di conseguenza, le imprese tecnofinanziarie assoggettate alla legge sul riciclaggio di denaro devono continuare a soddisfare le relative esigenze.

Banche e altri istituti finanziari

Ripercussioni

Il rapido progresso nel settore della tecnofinanza, che si intende sostenere ulteriormente con le misure proposte, pone alle banche nuove sfide interpretabili tuttavia anche quali opportunità.

L’estensione dell’ambito esente da autorizzazione e la creazione di un’autorizzazione per il settore della tecnofinanza consentono alle imprese di inserirsi in settori di attività finora riservati esclusivamente alle banche. Queste ultime dovranno dunque competere con molti più concorrenti in questi settori di attività. A titolo di esempio, è senz’altro possibile che attività di finanziamento gestite secondo le normative vigenti da una banca vengano d’ora in poi gestite da un istituto non bancario. D’altro canto occorre attendersi che il crescente volume delle operazioni gestite dalle imprese tecnofinanziarie non vada solo a scapito dell’attività bancaria classica, ma offra l’opportunità di entrare in nuovi segmenti di mercato. In tal modo si otterrebbe un aumento dei segmenti di mercato senza necessariamente erodere l’attività bancaria. Inoltre anche le banche presentano vantaggi competitivi di carattere strategico, quali il contatto diretto con i propri clienti, il livello di conoscenze e l’esperienza professionale pluriennale (ad es. riguardo al rischio di credito) o la fiducia dei clienti nel sistema finanziario attuale.

Oggi i clienti chiedono sempre più – anche alle banche – la fornitura di servizi nel settore della tecnofinanza e le banche non possono sottrarsi a questo trend. Perciò gli adeguamenti proposti in materia di regolamentazione permettono alle banche di operare nei rispettivi settori di attività in modo più conveniente rispetto a quanto fatto sinora grazie alle minori esigenze poste. Ora anche le banche possono testare idee innovative muovendosi nell’ambito esente da autorizzazione. Non da ultimo, mediante cooperazioni e delocalizzazioni esse possono approfittare di ulteriori opportunità di sviluppo che si prospettano per le imprese tecnofinanziarie. Anche senza il loro coinvolgimento diretto nel settore, le banche possono così offrire ai propri clienti soluzioni tecnofinanziarie convenienti.

Riflessioni su costi e benefici

Si presume che i benefici per le banche derivanti dalle misure proposte tendenzialmente superino i costi. A medio termine, nella fornitura di servizi l’aumento in termini di efficienza derivante dalle modifiche previste per il settore tecnofinanziario sarà vantaggioso anche per le banche e si tradurrà in un risparmio di costi, anche se lo sviluppo delle soluzioni richiede un investimento iniziale. Le minori esigenze in materia di regolamentazione sono un incentivo in più perché comportano costi di compliance più bassi.