Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/7: Modifica della legge sulle banche e dell'ordinanza sulle banche (FinTech) · 16 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 5Fedlex · Rapporto esplicativo
L’allocazione efficiente del capitale e dei rischi costituisce un compito centrale dei mercati finanziari. Le possibilità d’intervento e, in ultima analisi, il benessere della popolazione ne sono direttamente correlati. Adempiendo questo compito, soprattutto le banche rivestono una posizione particolare in seno a un’economia nazionale. Se le banche assumono rischi eccessivi e falliscono, ne possono risultare gravi conseguenze per l’intera economia nazionale. Perciò in questo settore è giustificato l’intervento dello Stato, che definisce i criteri della regolamentazione.
Per adempiere i propri compiti le banche devono assumere determinati rischi. La trasformazione delle scadenze, ovvero il finanziamento di progetti a lungo termine con depositi a vista, espone ad esempio la banca al rischio della cosiddetta corsa agli sportelli4. Se in un arco di tempo molto breve numerosi depositanti chiedono la restituzione dei loro depositi a vista, la banca diventa insolvente. Attraverso disposizioni che regolamentano il livello minimo di liquidità e la creazione di una garanzia dei depositi, questi rischi e i conseguenti effetti negativi sull’economia nazionale vengono ridotti mediante un intervento statale.
Nell’economia basata sulla concorrenza5 si distinguono due possibili fonti di errore per quanto riguarda l’intervento statale. Un errore di primaria importanza sopraggiunge quando le autorità intervengono anche se la concorrenza è funzionante e un intervento statale non è necessario. Un errore di importanza secondaria sorge quando le autorità non agiscono anche se un intervento in materia di regolamentazione sarebbe opportuno.
A seguito del rapido progresso tecnologico e della conseguente evoluzione dinamica nel settore della tecnofinanza negli scorsi anni, si è imposta una verifica della regolamentazione. Dall’analisi del DFF è emerso che in questo settore l’intervento statale presenta un errore di primaria importanza. Ciò significa che le imprese tecnofinanziarie sono interessate in misura maggiore dall’attuale regolamentazione nel settore bancario rispetto a quanto sarebbe giustificato dai loro rischi potenziali.
Le imprese tecnofinanziarie in genere rientrano nel campo di applicazione del diritto bancario (LBCR e OBCR). Questo riguarda in particolare le persone che assumono un prestito attraverso piattaforme di crowdfunding e i gestori di piattaforme di crowdfunding che non si limitano alla mera intermediazione, bensì accettano loro stessi fondi. Sono inoltre toccati ad esempio gli offerenti di servizi innovativi di pagamento e i fornitori nell’ambito della tecnologia «blockchain». La LBCR pone esigenze molto elevate per il rilascio dell’autorizzazione, dato che in linea di massima è destinata all’attività bancaria (accettazione di depositi ed emissione di crediti, ovvero operazioni attive e passive) con un corrispondente potenziale di rischio dovuto alla trasformazione delle scadenze. Per le imprese tecnofinanziarie che non svolgono una tipica attività bancaria ma si occupano soltanto di determinati elementi di tale attività, l’attuale regolamentazione costituisce pertanto una limitazione ingiustificata.
Gli sviluppi nel settore della tecnofinanza possono potenzialmente mettere a dura prova i modelli aziendali attualmente diffusi nel settore finanziario e accelerare, quanto meno a lungo termine, un cambiamento strutturale. Questa innovazione non può essere ostacolata da interventi statali ingiustificati. La vigente regolamentazione nel settore bancario deve quindi essere strutturata in modo più differenziato. Le esigenze in materia di regolamentazione applicabili alle imprese tecnofinanziarie devono essere conformi ai nuovi modelli aziendali e ai rischi derivanti. Poiché la situazione in questo settore si evolve velocemente, è indispensabile analizzare anche in futuro l’adeguatezza delle disposizioni regolatorie.
4 Cfr. MÜLLER, 2012.
5 Cfr. KNIEPS, 2008, pag. 97.