Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/87: Modifica del Codice di procedura penale (attuazione della mozione 14.3383, Commissione degli affari giuridici dello Consiglio degli Stati, adeguamento del Codice di procedura penale) · 65 pagine

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avendo alcun interesse degno di protezione, non ha il diritto di opporsi al decreto d’accusa per quanto concerne la pena inflitta, in quanto la sanzione compete esclusivamente allo Stato102.

Il TF riconosce che l’accusatore privato è legittimato a proporre opposizione laddove, in una situazione analoga, è legittimato a ricorrere secondo l’articolo 382 capoverso 1. In caso contrario, l’accusatore privato danneggiato da un reato che può essere giudicato nella procedura del decreto d’accusa sarebbe svantaggiato rispetto a un attore penale e/o civile che partecipa a una procedura ordinaria: mentre il primo dovrebbe accettare il decreto d’accusa, il secondo potrebbe rivolgersi alla giurisdizione cantonale di ricorso ed eventualmente perfino al TF103.

Per eliminare questa ingiustificata disparità di trattamento, la lettera abisdel capoverso 1 prevede che l’accusatore privato sia esplicitamente legittimato a impugnare il decreto d’accusa con opposizione. Ciò vale a maggior ragione se si considera che il Consiglio federale propone che nel decreto d’accusa il pubblico ministero possa decidere in merito a determinate pretese civili (cfr. il n. 2.1.50).

Secondo il capoverso 1bis, tuttavia, l’opposizione da parte dell’accusatore privato è esclusa per quanto riguarda la pena inflitta, analogamente all’articolo 382 capoverso 2.

Inoltre nel capoverso 1teril Consiglio federale propone due termini diversi per l’opposizione a seconda dei casi: il termine di dieci giorni secondo il diritto vigente viene infatti criticato dalla prassi e dalla dottrina perché considerato troppo breve o appena accettabile104.

Nella prassi le opposizioni contro i decreti d’accusa sono rare105. Non per questo però si deve giungere alla conclusione che il condannato accetti il decreto. Può anche darsi che non faccia opposizione soltanto perché, ad esempio, il tempo a disposizione non è sufficiente per chiarire approfonditamente i fatti e le possibilità di successo in sede processuale oppure semplicemente perché il contenuto e la portata del decreto non vengono compresi a causa di carenti conoscenze linguistiche, difficoltà di lettura o deficit intellettuali106. Considerata la mole di procedimenti penali conclusi con un decreto d’accusa, la notevole competenza in materia penale del pubblico ministero e le ulteriori conseguenze che un decreto d’accusa può avere (p. es. iscrizione nel casellario giudiziale), nonché il fatto che un decreto d’accusa – fatto salvo l’articolo 352a AP-CPP – può essere emanato anche senza prima interrogare la persona interessata, appare totalmente giustificato prolungare in determinati casi il termine per fare opposizione.

Il Consiglio federale propone pertanto di mantenere il termine di dieci giorni per l’opposizione contro i decreti d’accusa consegnati all’interessato personalmente dal pubblico ministero. In questo caso, infatti, il pubblico ministero può, laddove necessario, spiegare all’interessato il contenuto del decreto d’accusa e le sue conseguenze. Pertanto non appare idoneo prolungare questo termine.

102 DTF 141 IV 231, consid. 2.3 seg. (con ulteriori indicazioni).

103 DTF 141 IV 231, consid. 2.6.

104 Daphinoff, Strafbefehlsverfahren, pag. 608; Thommen/Grädel, plädoyer 2016, pag. 12.

105 BSK-StPO-Riklin, art. 354 n. 3; Thommen/Grädel, plädoyer 2016, pag. 11.

106 Daphinoff, Strafbefehlsverfahren, pag. 608; BSK-StPO-Riklin, art. 354 n. 3; Albrecht, plädoyer 2014, pag. 21; Thommen/ Grädel, plädoyer 2016, pag. 10; Saluz, Anwaltsrevue 2012, pag. 229.