Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/87: Modifica del Codice di procedura penale (attuazione della mozione 14.3383, Commissione degli affari giuridici dello Consiglio degli Stati, adeguamento del Codice di procedura penale) · 65 pagine

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prevedere deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria che ha emesso la sentenza di primo grado (p. es. un tribunale cantonale di ultima istanza), la carcerazione di sicurezza va chiesta al giudice dei provvedimenti coercitivi (analogamente all’art. 229 cpv. 2 CPP) o a chi dirige il procedimento in sede di reclamo (analogamente all’art. 232 AP-CPP).

Nel caso in cui sia già stata disposta la carcerazione di sicurezza (cfr. art. 364a AP-CPP), la procedura per un eventuale proroga è retta per analogia dall’articolo 227 CPP (cpv. 3).

Per il resto, secondo il capoverso 4, sono applicabili per analogia gli articoli 230– 233 CPP.

2.1.57 Articolo 365 capoverso 3

La questione del rimedio giuridico ammissibile contro le decisioni indipendenti successive del giudice è controversa perché l’articolo 365 non disciplina espressamente la forma giuridica della decisione (sentenza o ordinanza ovvero decreto; cfr. art. 80 cpv. 1).

La grande maggioranza della dottrina si esprime a favore del reclamo, in quanto la decisione indipendente successiva dell’autorità giudicante è emessa sotto forma di decreto ovvero di ordinanza, soprattutto a causa del concetto restrittivo di sentenza ovvero per mancanza di una nuova sentenza di merito113. Secondo la giurisprudenza del TF, contro le decisioni indipendenti successive è possibile interporre reclamo, ma non appello114. La prassi cantonale non è univoca115.

La dottrina critica la giurisprudenza del TF, in particolare perché non è chiaro come mai sia possibile interporre appello contro una misura di primo grado – come ad esempio l’internamento –, mentre invece sia ammesso soltanto il reclamo se la stessa misura è ordinata nell’ambito di una decisione indipendente successiva. Inoltre il reclamo non è adatto alla portata del contenuto di gran parte delle decisioni successive e limita i diritti procedurali dell’interessato in modo indesiderato116.

Per tenere conto di questi dubbi (convincenti), un nuovo capoverso 3 stabilisce espressamente che le decisioni successive (a prescindere dalla loro forma giuridica) possono essere impugnate mediante appello.

2.1.58 Articolo 366 capoversi 1–3

Si intende semplificare le condizioni per la procedura contumaciale.

Secondo il diritto vigente, di norma il giudice non può pronunciare una sentenza in contumacia direttamente nel primo dibattimento se l’imputato non si presenta, ma deve fissare una seconda udienza a tal fine (per eccezioni cfr. art. 366 cpv. 3 CPP).

113 DTF 141 IV 396, consid. 3.6 seg. (con ulteriori indicazioni); messaggio concernente l’unificazione del diritto processuale penale, v. FF 2006 989, 1201.

114 DTF 141 IV 396, consid. 3.8 e 4.7.

115 DTF 141 IV 396, consid. 3.6 seg. (con ulteriori indicazioni); BSK StPO-Heer, art. 365 n. 9 segg.

116 DTF 141 IV 396, consid. 3.9 seg. (con ulteriori indicazioni); BSK StPO-Heer, art. 365 n. 10.