Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/88: Revisione della legge sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC) · 49 pagine

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gnare degli organi centrali di contatto specifici a livello federale e cantonale, sia per il caso d’evento, sia per la situazione normale (attività quotidiane). Analogamente occorrerà definire, e dove necessario rafforzare ed estendere, la collaborazione tra gli organi specializzati e gli organi di condotta a tutti i livelli della collettività, nonché con gli attori di diritto pubblico e privato dei servizi tecnici, in particolare con i gestori di infrastrutture critiche.

In generale la ripartizione dei compiti nel quadro della protezione della popolazione è incontestata; alcune interfacce tra le organizzazioni partner devono tuttavia essere meglio definite. In particolare occorrerà chiarire la ripartizione dei compiti e le competenze nella sanità pubblica come pure la protezione NBC (ad es. difesa NBC).

In caso d’evento, l’analisi integrata della situazione è un elemento essenziale per garantire una collaborazione efficace tra Confederazione e Cantoni. La Confederazione dovrà quindi sviluppare e semplificare l’analisi integrata della situazione rilevante per la protezione della popolazione affinché in futuro possa essere messa a disposizione dei Cantoni e delle organizzazioni partner su un’unica piattaforma elettronica. I gestori di infrastrutture critiche dovranno inoltre essere maggiormente coinvolti nell’analisi integrata della situazione.

Per la protezione civile la strategia menziona i seguenti elementi:

L’orientamento della protezione civile alla gestione di catastrofi e situazioni d’emergenza sarà mantenuto e rafforzato. A causa dei cambiamenti climatici si prevede che le catastrofi e le situazioni d’emergenza saranno più frequenti e causeranno danni maggiori. Se da una parte è diminuita l’entità dei danni di questi eventi grazie alle misure di protezione e ai sistemi di allarme, dall’altra sono aumentate la densità di urbanizzazione e la dipendenza dalle infrastrutture critiche (e quindi la vulnerabilità nei confronti di simili eventi). I preparativi e gli interventi per il caso di conflitto armato rimarranno invece secondari poiché molto meno probabili di una catastrofe o una situazione d’emergenza.

Anche l’organizzazione federalista della protezione civile sarà di principio mantenuta. Essa permette ai Cantoni di creare organizzazioni su misura per tener conto dei loro pericoli specifici, delle loro condizioni topografiche e delle loro strutture politiche. La struttura federalista è inoltre ideale per gestire catastrofi e situazioni d’emergenza anche per il fatto che la protezione civile è un’organizzazione partner del sistema integrato di protezione della popolazione, a sua volta caratterizzato da una struttura federalista.

La protezione civile e i suoi interventi devono quindi rimanere di competenza dei Cantoni e dei Comuni o delle regioni. Se un evento colpisce più Cantoni o l’aiuto reciproco non è sufficiente per far fronte alla situazione, i Cantoni possono chiedere alla Confederazione di coordinare l’intervento. In caso d’eventi la cui gestione compete alla Confederazione (ad. es. contaminazioni radioattive, epidemie), quest’ultima può chiamare in servizio la protezione civile d’intesa con i Cantoni. La Confederazione può coordinare questi interventi e ordinare le misure necessarie; la condotta dell’intervento sul posto compete invece ai Cantoni colpiti.

Anche se sono diventati poco probabili, i conflitti armati non possono essere esclusi a lungo termine. Siccome la realizzazione di costruzioni di protezione richiede molto tempo, è opportuno continuare a salvaguardare il valore delle costruzioni esistenti.

Per quanto concerne l’istruzione si prevede di mantenere un equilibrio ragionevole tra standardizzazione e differenziazione. Anche se non tutti i Cantoni necessitano delle stesse prestazioni di protezione civile, è opportuno impartire un’istruzione di base unitaria su scala nazionale per garantire l’efficienza e l’interoperabilità. Il sistema d’istruzione deve essere semplificato, per esempio rinunciando alla distinzione tra, da un lato, i corsi di ripetizione e, dall’altro, gli interventi di pubblica utilità e i lavori di ripristino. Inoltre, occorre adeguare la durata complessiva del servizio a quella massima stabilita per i militari e rendere flessibile la durata