Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/26: Secondo contributo della Svizzera a favore di certi Stati membri dell'UE · 43 pagine

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d. Smaltimento dei rifiuti: interventi urgenti continuano a essere necessari nel campo dello smaltimento dei rifiuti pericolosi e dei rifiuti speciali. Lo smaltimento conforme alle norme ambientali delle discariche contenenti rifiuti pericolosi – in molti casi siti contaminati risalenti a prima dell’adesione all’UE – rimane una questione di rilievo in molti Paesi partner.

e. Misure complementari in materia di protezione della natura e biodiversità: con la

modernizzazione dell’agricoltura, la crescita economica dell’ultimo decennio e l’intensa attività edilizia a essa associata è aumentata la pressione sulla natura e sulla biodiversità. Spesso mancano le capacità e le risorse finanziarie per un impegno efficace in favore della protezione della natura e della conservazione della diversità biologica. Un sostegno finalizzato a proteggere la diversità naturale e le foreste, ma anche a promuovere l’ecoturismo e l’agricoltura biologica, rappresenta anche un’opportunità per partenariati istituzionali con organizzazioni e istituzioni svizzere.

4) Rafforzare la sicurezza sociale

L’accento è posto su progetti tesi a potenziare il sistema sanitario pubblico (p. es. miglioramento dell’assistenza medica di base, rafforzamento della prevenzione, ristrutturazione della rete ospedaliera) e i servizi sanitari e sociali per le persone svantaggiate (p. es. a favore degli anziani, dei bambini e delle minoranze).

a. Salute e servizi sociali: finora il settore della salute è stato in gran parte escluso dalla politica di coesione europea. Il sistema sanitario (compresa l’assistenza sociale) mostra ancora le debolezze della precedente politica: sistemi prevalentemente orientati alle cure, elevata specializzazione, strutture decentrate insufficienti e impiego inefficiente delle risorse. La situazione sanitaria della popolazione nei Paesi dell’UE-13 è nettamente peggiore, e l’aspettativa di vita inferiore, rispetto a quella degli altri Paesi dell’UE. L’invecchiamento demografico e le malattie non trasmissibili pongono nuove sfide a questi Paesi. Il contributo della Svizzera è inteso a sostenere gli sforzi di riforma dei sistemi sanitari verso un migliore orientamento ai bisogni e una migliore efficienza. Le cure ambulatoriali e domiciliari a livello comunale offrono prospettive particolarmente interessanti in quest’ottica.

b. Minoranze e persone socialmente svantaggiate: in molti Paesi partner i gruppi minoritari, primi fra tutti i Rom, vivono in condizioni estremamente precarie. La loro partecipazione al processo di sviluppo sociale va promossa a vari livelli. Un contributo significativo può essere dato nel campo dell’assistenza medica di base, della prevenzione delle malattie, della promozione della salute e di modelli di sussidi a favore soprattutto delle fasce più povere e socialmente svantaggiate della popolazione nelle periferie delle città e nelle zone rurali. Sono inoltre richiesti nuovi approcci sistemici per le cure palliative e a lungo termine, per il sostegno agli anziani e nella pianificazione familiare.

La sicurezza sociale sarà rafforzata attraverso lo scambio di esperienze con gli attori

svizzeri. Questa e altre misure promuoveranno il potenziamento delle capacità delle istituzioni, la formazione professionale nelle professioni sanitarie e sociali, il coinvolgimento di attori non statali nel dialogo in merito alla politica sanitaria e sociale e l’erogazione di servizi medici e sociali di adeguata qualità. I progetti finanziati daranno un contributo o un apporto complementare agli obiettivi della politica estera della Svizzera in materia di salute.

5) Promuovere la società civile e la trasparenza

Promuovere la società civile significa sostenere la partecipazione di quest’ultima allo sviluppo del Paese rafforzando così le strutture e i processi democratici. La società civile svolge un ruolo cruciale nel promuovere strutture pluralistiche e nel far confluire le richieste