Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/26: Secondo contributo della Svizzera a favore di certi Stati membri dell'UE · 43 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 17Fedlex · Rapporto esplicativo
dei cittadini nei processi decisionali politici. Essendo a contatto con le esigenze dei cittadini, le ONG possono assumere i compiti che gli enti statali non riescono a svolgere o svolgono solo in parte, ad esempio nei servizi sociali o nella protezione dell’ambiente.
Il sostegno alle ONG deve focalizzarsi sullo sviluppo delle loro capacità istituzionali, sul supporto alle iniziative che esse promuovono e sul lavoro di rete per rafforzare la loro capacità di influenzare le decisioni. Lo scopo è di rafforzare il ruolo e la responsabilità della società civile riguardo all’esigenza che il settore pubblico renda conto del suo operato. Se e dove possibile ci si dovrà riallacciare ad altri temi del secondo contributo della Svizzera (p. es. migrazione, protezione dell’ambiente e del clima, salute e affari sociali) e andranno promossi gli scambi con le organizzazioni svizzere della società civile.
2.2.3. Strategia
Strategia, principi e piano di attuazione del contributo all’allargamento si sono rivelati in linea di massima efficaci e costituiranno dunque la base anche del secondo contributo. L’esperienza acquisita, le nuove circostanze e le raccomandazioni formulate negli audit del CDF e nella valutazione esterna impongono tuttavia specifici adeguamenti.
a. Linee guida strategiche Priorità ed esigenze dei Paesi partner (orientamento alla domanda)
Le priorità strategiche dei Paesi partner costituiscono una base importante per un accordo sui programmi bilaterali di cooperazione. Affinché i progetti siano efficaci è essenziale che i temi della cooperazione siano definiti tenendo conto delle esigenze concrete. Gli attuali strumenti di pianificazione nazionali e regionali dei Paesi partner sono calibrati sul quadro strategico comune (common strategic framework) della nuova politica di coesione dell’UE per il periodo 2014-2020 e sul partenariato per lo sviluppo e gli investimenti (partnership agreement), che si basa sul primo, tra la Commissione europea e il rispettivo Stato membro. In questo modo il contributo della Svizzera garantisce un apporto complementare agli sforzi di coesione dell’UE e degli Stati dell’AELS/SEE.
Sfruttare il know-how e l’esperienza della Svizzera
Su alcuni temi della cooperazione vanno coinvolti ancor più che in passato gli esperti svizzeri. Ciò riguarda in particolare la formazione professionale duale e il sistema svizzero di migrazione e asilo, ma anche la protezione del clima e la gestione dei rifiuti. In tutti questi ambiti vanno promossi in modo mirato i partenariati tra attori locali e svizzeri e vanno coinvolti direttamente gli uffici specializzati svizzeri che hanno un bagaglio di conoscenze interessanti per le istituzioni partner.
Strategia di attuazione
Concentrazione geografica: la direttiva di destinare almeno il 40 per cento dei fondi alle
regioni meno avanzate e strutturalmente deboli di Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria ha dato finora buoni risultati a livello regionale e sarà dunque mantenuta.
Complementarità: il programma svizzero si focalizzerà su settori prioritari per i quali i fondi
assegnati dall’UE sono insufficienti (complementarità finanziaria) o che non sono coperti, o non lo sono in misura adeguata, dagli strumenti della politica di coesione dell’UE (complementarità tematica).
Progetti di più vasta portata e rafforzamento dell’approccio programmatico: il
finanziamento di progetti di maggiore portata è più efficiente ed economicamente