Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/26: Secondo contributo della Svizzera a favore di certi Stati membri dell'UE · 43 pagine

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interessati allo scambio di esperienze in materia di gestione della migrazione regolare e di integrazione economica e sociale dei profughi e dei lavoratori migranti regolari. Il know-how svizzero è molto richiesto nei seguenti settori: coerenza della politica migratoria, misure di formazione professionale per l’inserimento nel mercato del lavoro, mobilitazione della diaspora e coinvolgimento della società civile e delle scuole nelle questioni migratorie. La cooperazione per la protezione dei migranti minorenni non accompagnati e la lotta contro la tratta e il traffico di esseri umani è una questione che interessa anche la Svizzera.

b. Sicurezza pubblica: la cooperazione in questo settore mira in particolare a migliorare la lotta contro il terrorismo e la criminalità violenta, a professionalizzare la gestione delle catastrofi e a creare una polizia di prossimità. Ciò è nell’interesse dei Paesi partner e della Svizzera e rafforzerà anche l’integrazione nelle reti europee delle autorità giudiziarie e di sicurezza dei Paesi partner. In primo piano vi sono la formazione e il perfezionamento professionale, lo scambio di esperienze con le autorità doganali e di frontiera svizzere e un adeguato equipaggiamento del personale delle forze di sicurezza. A complemento degli sforzi dell’UE si potrebbe inoltre sostenere il miglioramento della gestione delle frontiere esterne di Schengen e dell’UE nonché la modernizzazione del sistema giudiziario.

3) Proteggere l’ambiente e il clima

I progetti in questo settore prioritario contribuiscono a proteggere l’ambiente e a rallentare i cambiamenti climatici. L’impiego più efficiente delle risorse naturali e il calo delle emissioni inquinanti, in particolare dei gas a effetto serra, riducono anche i rischi per la salute, migliorano le condizioni di vita della popolazione e promuovono lo sviluppo economico.

In primo piano vi sono i temi prioritari elencati di seguito.

a. Protezione del clima grazie all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili: nel

complesso i Paesi dell’UE-13 hanno compiuto progressi nella riduzione dei gas a effetto serra e di altri inquinanti atmosferici. Tuttavia, con la crescita economica aumentano anche le emissioni di sostanze atmosferiche inquinanti. Il risanamento degli edifici pubblici, sistemi di riscaldamento più efficienti e il passaggio alle energie rinnovabili offrono un grande potenziale per contrastare questo fenomeno.

b. Trasporti pubblici: i trasporti pubblici negli Stati dell’UE-13 hanno accumulato un forte ritardo rispetto alla maggior parte degli altri Paesi dell’UE, in termini sia di standard costruttivi dell’infrastruttura sia di tecnologia e qualità del materiale rotabile. In diversi agglomerati vanno affrontate in particolare questioni riguardanti il miglioramento della sicurezza e della gestione dei trasporti nonché il collegamento a reti municipali, regionali e nazionali allo scopo di incentivare l’auspicato passaggio ai trasporti pubblici.

c. Gestione delle risorse idriche e delle acque reflue: l’approvvigionamento di acqua

potabile è fondamentale per la qualità della vita. Risorse limitate, manutenzione carente e tecnologie obsolete pregiudicano la sicurezza dell’approvvigionamento idrico. Aiutare le comunità locali e le piccole città a risanare e potenziare i loro sistemi di distribuzione dell’acqua potabile è, oggi come in passato, un aspetto di primaria importanza. Nei Paesi dell’UE-13 anche l’inquinamento delle acque rappresenta un grave problema. In molte regioni strutturalmente deboli la depurazione delle acque di scarico avviene in fosse per liquami che vengono svuotate periodicamente. Anche nelle grandi città una parte delle acque reflue viene ancora oggi scaricata nelle acque circostanti senza essere sottoposta a processi di depurazione. Migliorare il trattamento delle acque reflue serve non solo a proteggere i corpi idrici, ma anche a tutelare la salute e il benessere delle persone.