Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/26: Secondo contributo della Svizzera a favore di certi Stati membri dell'UE · 43 pagine
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compensate solo in maniera inadeguata e di conseguenza il trasferimento del sapere ai Paesi partner non avveniva sempre nella misura auspicata. Si tratta ora di creare metodi più semplici per indennizzare direttamente tramite la DSC e la SECO i costi delle autorità e di altre organizzazioni coinvolte (p. es. per il personale e i viaggi di lavoro).
Per alcuni compiti, in primo luogo per l’esame dei progetti e della documentazione di gara, può essere necessario avvalersi di specialisti. La Svizzera deve inoltre disporre di più possibilità che nel contributo all’allargamento per effettuare audit straordinari di progetti o commissionare valutazioni a esperti svizzeri o locali.
Per questa ragione si prevede di destinare un massimo di 2,5 per cento dell’ammontare totale di 1102 milioni di franchi per coprire i costi per esperti svizzeri esterni all’Amministrazione federale.
2.3. Credito quadro «migrazione»
2.3.1. Descrizione
Lo scopo del credito quadro per la migrazione è contribuire a rafforzare la gestione della migrazione negli Stati membri dell’UE. L’aumento dei movimenti migratori verso l’Europa ha messo a dura prova gli accordi di Schengen e Dublino. I massicci movimenti migratori del 2015 hanno evidenziato i limiti dei sistemi di gestione delle ondate migratorie e hanno messo radicalmente in discussione le politiche migratorie europee. Molti Stati europei hanno dovuto far fronte, in taluni casi per la prima volta, a sfide considerevoli nella gestione del fenomeno. La distribuzione diseguale degli oneri si è rivelata una sfida per la coesione dell’Europa e la questione migratoria ha alimentato una polarizzazione anche all’interno degli Stati. Con i fondi del credito quadro per la migrazione si sosterranno gli Stati interessati nei loro tentativi di potenziare le strutture e le procedure di accoglienza delle persone bisognose di protezione e di istituire o perfezionare procedure di asilo più efficaci e procedure di ritorno più efficienti. Con l’obiettivo generale di migliorare la gestione dei movimenti migratori nel continente europeo, il Consiglio federale spera in questo modo di contribuire a eliminare le disuguaglianze tra Paesi europei in materia migratoria. L’armonizzazione delle procedure d’asilo e delle condizioni e strutture d’accoglienza a livello europeo è un presupposto chiave per il funzionamento del sistema di Schengen/Dublino. La Svizzera, che beneficia ampiamente di questo sistema, ha interesse che funzioni bene, perché ciò consentirebbe di ridurre i movimenti migratori irregolari all’interno dell’Europa. Le esperienze passate hanno dimostrato che carenze nelle strutture dell’asilo di altri Stati facenti parte del sistema di Dublino possono rendere più difficile o addirittura impedire il trasferimento verso questi Stati secondo la procedura di Dublino.
Con uno spirito di responsabilità condivisa e tenendo conto dei già illustrati interessi svizzeri in questo ambito, il Consiglio federale intende stanziare 200 milioni di franchi nel quadro del contributo della Svizzera in favore di alcuni Stati membri dell’UE per azioni nel settore migratorio. Il credito quadro per la migrazione consentirà di soddisfare le richieste di Paesi europei sotto pressione e/o con strutture deboli di gestione dei movimenti migratori, integrando le azioni intraprese dall’UE e dagli Stati dell’AELS/SEE. Colloqui esplorativi con potenziali Paesi partner hanno evidenziato la volontà di cooperare nonché il bisogno di sostegno nel settore della migrazione.
2.3.2. Settori della cooperazione
Il presupposto per una cooperazione nell’ambito del credito quadro «migrazione» è che esistano la volontà di cooperare in questo settore ed esigenze fondamentali di sostegno in vari ambiti della gestione dei movimenti migratori. Al tempo stesso occorre prestare attenzione alla