Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/26: Secondo contributo della Svizzera a favore di certi Stati membri dell'UE · 43 pagine
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2.3.4. Attuazione e gestione del credito quadro «migrazione»
a. Aspetti generali
La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) sarà incaricata della gestione del credito quadro per la migrazione e, in particolare, della pianificazione pluriennale del medesimo, del monitoraggio dell’attuazione e della gestione del budget. Il coordinamento in seno all’Amministrazione federale sarà garantito dalla Struttura di cooperazione interdipartimentale in materia di migrazione (struttura IMZ). Diversamente dal credito per la coesione, il credito quadro per la migrazione è una novità del secondo contributo svizzero. Nei limiti del possibile, le modalità di gestione del credito quadro per la migrazione s’ispireranno a quelle del credito quadro per la coesione. È tuttavia necessario creare nuove strutture di gestione e mettere a punto meccanismi di attuazione adeguati che tengano conto delle peculiarità del contesto migratorio in Europa. Non potendo fare affidamento, se non limitatamente, sull’esperienza maturata nell’ambito del primo contributo svizzero all’UE allargata, allo stato attuale non è possibile presentare le modalità di attuazione e gestione del credito quadro per la migrazione con il medesimo grado di dettaglio di quelle per il credito quadro per la coesione.
b. Attuazione operativa
I programmi pluriennali si concentreranno su 2-3 Stati membri particolarmente colpiti dai movimenti migratori. In un primo momento la Svizzera stabilirà con i potenziali Stati partner contatti esplorativi finalizzati a identificare le esigenze attuali in ambito migratorio e le aree prioritarie di intervento. Nell’ambito di questi contatti, la Svizzera e gli Stati interessati definiranno insieme le possibili aree di intervento. In un secondo momento la Svizzera metterà a punto i programmi pluriennali, nei quali definirà i Paesi target e gli importi stanziati per ognuno di essi. I criteri impiegati per identificare gli Stati beneficiari sono, innanzitutto, la pressione migratoria e le necessità dello Stato in questione sul fronte della gestione dei movimenti migratori. Nella definizione delle priorità geografiche si terrà conto anche degli interessi della Svizzera quanto alla gestione dei movimenti migratori e delle relazioni bilaterali con gli Stati membri coinvolti.
La Svizzera stipulerà quindi, con i Paesi beneficiari selezionati, un accordo quadro dove sarà stabilito l’importo allocato a favore della controparte, il periodo di attuazione del finanziamento, le modalità di gestione dei fondi, gli obiettivi da raggiungere con gli aiuti, gli indicatori per la loro verifica e le aree di intervento. Se un Paese coperto dal credito quadro per la coesione è selezionato per un aiuto nell’ambito del credito quadro «migrazione», la Svizzera concluderà due accordi quadro separati che copriranno aree di intervento e periodi di attuazione distinti.
Beneficiari diretti dei finanziamenti svizzeri saranno le autorità nazionali dei Paesi europei selezionati. Qualora alcuni compiti relativi alla gestione dei movimenti migratori siano delegati a organizzazioni internazionali e/o ONG, sussiste la possibilità di prevedere un finanziamento a favore di queste ultime d’intesa con le autorità nazionali.
La SEM definisce con ogni Paese partner un programma nazionale in cui stabilisce i settori di intervento e l’ammontare dei mezzi destinati a ciascuno di essi. Ogni Stato partner nomina un’unità di coordinamento nazionale, che avrà un ruolo chiave nell’esecuzione dei programmi nazionali. Si tratta dello stesso organo cui compete anche l’amministrazione delle risorse provenienti da altri fondi di aiuto dell’UE e degli Stati AELS/SEE.
Come partner effettivi di attuazione entreranno in gioco, soprattutto, ministeri competenti, autorità incaricate delle questioni migratorie a livello centrale, regionale e locale,