Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/26: Secondo contributo della Svizzera a favore di certi Stati membri dell'UE · 43 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 38Fedlex · Rapporto esplicativo
La valutazione ha giudicato buona la sostenibilità dei programmi, partendo dall’assunto che gli Stati partner saranno in grado di mantenere i risultati raggiunti anche dopo la scadenza del contributo all’allargamento.
Già in fase di sviluppo e autorizzazione dei progetti è stata attribuita grande importanza alle modalità atte a garantire durata e sostenibilità. L’impegno dei partner di progetto – spesso anche autorità regionali o locali – è stato valutato positivamente e i partner hanno riconosciuto l’utilità sociale dei progetti. La responsabilità della realizzazione dei progetti spettava agli Stati partner, che di norma erano chiamati a farsi carico di almeno il 15 per cento dei costi. I progetti sono stati prefinanziati dagli Stati partner, che sono stati rimborsati a posteriori dalla Svizzera. Tutti questi fattori avranno, anche a lungo termine, effetti positivi sulla sostenibilità dei risultati. Al momento della valutazione, la sostenibilità in materia di finanziamento a lungo termine non era garantita per alcuni progetti del settore pubblico o sostenuti da ONG. Una pianificazione quanto più precoce della procedura da seguire dopo la conclusione dei progetti può permettere di garantire meglio la sostenibilità finanziaria.
Raccomandazioni contenute nel rapporto di valutazione
Sulla base delle conclusioni della valutazione sono state formulate alcune raccomandazioni all’attenzione della DSC e della SECO. Tali raccomandazioni si riferiscono non solo al programma in corso, ma anche a un eventuale secondo contributo svizzero, qualora si giungesse a una decisione in questo senso. Delle dodici raccomandazioni formulate, vanno evidenziate per la loro importanza le cinque seguenti:
nel caso di un possibile futuro programma, gli Stati partner dovrebbero essere sollecitati a
definire un minor numero di priorità tematiche e geografiche;
dovrebbe essere migliorata l’efficienza della procedura bifase per l’approvazione dei
progetti, ma non a scapito della qualità della programmazione e della progettazione;
la DSC e la SECO dovrebbero fornire agli Stati partner linee guida ancora più chiare per
la definizione degli obiettivi prioritari e per la loro misurazione mediante indicatori;
nel caso di un secondo contributo, gli Stati partner dovrebbero migliorare l’efficienza e
l’efficacia delle proprie procedure di reporting semplificando e precisando i modelli per i rapporti e le guide redazionali per gli enti incaricati dei progetti;
nell’ambito di un eventuale secondo contributo, gli Stati partner dovrebbero essere invitati
a potenziare le misure di comunicazione per lo svolgimento del programma sul loro territorio, ad esempio comunicando in modo più attivo i risultati ottenuti a livello tematico o regionale e facendo conoscere i risultati del programma.
Utilità del rapporto di valutazione per la DSC e la SECO
Il rapporto di valutazione è molto utile per la DSC e la SECO. Analogamente alla precedente verifica da parte del Controllo federale delle finanze (CDF), conferma da un lato che il concetto di base per l’attuazione del contributo all’allargamento funziona e, dall’altro, indica il potenziale di miglioramento soprattutto in termini di efficienza.
Le raccomandazioni emerse dalla valutazione hanno già potuto essere applicate alla collaborazione con la Croazia; nell’accordo bilaterale tra Svizzera e Croazia è previsto, per esempio, che i mezzi finanziari non utilizzati possano essere trasferiti in un fondo esistente destinato alle operazioni di sminamento. In questo modo si possono raggiungere ulteriori risultati importanti. L’accordo è stato firmato a metà 2015 e i progetti dovranno essere conclusi al più tardi nel 2024.
vii