Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/42: Modifica della legge sul servizio civile (LSC) · 12 pagine

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3 Ripercussioni

3.1 Ripercussioni per la Confederazione

3.1.1 Ripercussioni finanziarie

Se il numero di ammissioni e quindi dei giorni di servizio prestati evolveranno secondo le previsioni (aumento del numero di ammissioni fino alla modifica della LSC e successiva diminuzione), a partire dal 2024 i giorni di servizio prestati raggiungeranno di nuovo il livello del 2017 per poi continuare a scendere almeno fino al 2030. Si stima che nel 2030 saranno prestati circa 1,3 milioni di giorni di servizio (ca. 1,7 milioni nel 2017). A medio e a lungo termine dovrebbero quindi diminuire le entrate provenienti dalla tassa che gli istituti d’impiego devono versare alla Confederazione. Per il 2030 ci si aspetta che le entrate scendano a 26,6 milioni di franchi, con un calo di circa 7 milioni di franchi rispetto al 2017.

Nell’ambito della formazione il calo del numero di ammissioni e di conseguenza del numero di civilisti può comportare già a medio termine un leggero risparmio. A lungo termine (cioè fino al 2030) si prevede una riduzione dei costi di circa 2 milioni di franchi all’anno rispetto al 2017.

Nel complesso si può partire dal presupposto che i costi per giorno di servizio prestato aumenteranno perché i costi di base (p. es. per l’informatica) che vengono a crearsi indipendentemente dal numero di giorni di servizio saranno ripartiti su un numero inferiore di giorni di servizio.

La riduzione del numero di giorni di servizio avrà un effetto di sgravio sul regime delle indennità per perdita di guadagno. Chi in futuro deciderà di rimanere nell’esercito dovrà prestare soltanto i giorni di servizio militare richiesti e non una volta e mezza i giorni di servizio militare ancora da prestare. Le persone che anziché essere ammesse al servizio civile verranno dichiarate non idonee o che saranno assegnate alla protezione civile presteranno ancora meno giorni di servizio o pagheranno una tassa sostitutiva.

Per il resto l’attuazione delle sette misure volte a ridurre il numero di ammissioni non ha ripercussioni finanziarie.

3.1.2 Ripercussioni sull’effettivo del personale

La riduzione del numero di ammissioni porterà, come descritto al capitolo 3.1.1, a una riduzione dei giorni di servizio prestati e quindi anche del numero di civilisti da seguire e degli impieghi svolti. Presso l’organo d’esecuzione il numero di posti potrà essere ridotto in proporzione al calo dei giorni di servizio prestati. Questa riduzione potrà essere assorbita grazie alle fluttuazioni naturali o ad assunzioni a tempo determinato.

3.1.3 Ripercussioni sugli effettivi dell’esercito

Per i motivi esposti al n. 1.3.5, non è possibile fare previsioni esatte in merito alle ripercussioni in termini quantitativi della presente modifica della LSC sugli effettivi dell’esercito.

3.2 Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni, per le città, gli agglomerati e le regioni di montagna

Se meno persone vengono ammesse al servizio civile, a lungo termine vengono prestati meno giorni di servizio. In determinati ambiti d’attività saranno quindi svolti meno impieghi a favore dei Cantoni e dei Comuni, delle città, degli agglomerati e delle regioni di montagna.

3.3 Ripercussioni per l’economia, la società e l’ambiente

Il fattore 1,5 fa sì che chi presta servizio civile sia assente più a lungo dal posto di formazione o di lavoro rispetto a chi presta servizio militare, gravando in questo modo maggiormente sull’economia e sul regime delle indennità per perdita di guadagno. Questo carico maggiore diminuirà se l’attuazione delle sette misure porterà a una sensibile riduzione del numero di civilisti; ciò implica anche meno oneri per i datori di lavoro. Allineando le regole per la successione dei periodi d’impiego al ritmo con cui si presta servizio nell’esercito, in futuro non sarà più possibile tener conto allo stesso modo delle esigenze dei datori di lavoro e della formazione professionale delle persone che devono prestare servizio civile. Questo cambiamento è tuttavia accettabile nell’ottica dell’equivalenza del servizio militare e del servizio civile.

Se dopo l’entrata in vigore della revisione saranno disponibili meno civilisti sul lungo periodo, a esserne interessati saranno soprattutto gli istituti d’impiego degli ambiti d’attività nei quali le risorse per lo svolgimento di compiti della società mancano o sono insufficienti. L’interesse pubblico preponderante di garantire gli effettivi dell’esercito giustifica tuttavia questo effetto.

4 Programma di legislatura e strategie nazionali del Consiglio federale

Il presente progetto non è annunciato né nel messaggio del 27 gennaio 201610 sul programma di legislatura 2015–2019 né nel decreto federale del 14 giugno 201611 sul programma di legislatura 2015–2019.

Non potendo escludere che l’apporto di effettivi all’esercito secondo i valori previsti dall’USEs sia a rischio anche a causa del persistente passaggio di militari al servizio civile, è necessario intervenire urgentemente. Le sette misure proposte costituiscono un contributo essenziale e indispensabile da parte del servizio civile per garantire in maniera duratura gli effettivi dell’esercito.

10 FF 2016 909

11 FF 2016 4605