Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/42: Modifica della legge sul servizio civile (LSC) · 12 pagine

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una punizione) e il principio dell’equivalenza tra servizio militare e servizio civile. Le persone che devono prestare servizio civile non hanno il diritto di svolgere il periodo d’impiego nell’ambito delle loro qualifiche professionali. A fronte dell’obiettivo di ridurre l’uscita di personale qualificato dall’esercito, la misura 4 non è né discriminatoria né punitiva. Dato che ogni anno soltanto una quarantina di impieghi del servizio civile si svolgono con mansionari per medici, gli effetti della misura nel senso di un inasprimento della mancanza di personale qualificato nel settore sanitario sono piuttosto trascurabili.

Per il resto si rimanda alle spiegazioni relative alle sette misure contenute capitolo 2.

In una situazione di incertezza per quanto riguarda l’andamento dei valori centrali previsti dall’USEs (cfr. n. 1) e lo sviluppo demografico, è ben chiara l’esistenza di un interesse pubblico concreto affinché siano adottate tempestivamente delle misure per garantire un sufficiente apporto di effettivi all’esercito e quindi assicurare in maniera duratura le prestazioni richieste sul piano della politica di sicurezza.

Presso il servizio civile le misure sono uno dei mezzi impiegati per perseguire l’interesse pubblico. Nonostante o forse proprio a causa delle numerose interdipendenze tra obbligo di prestare servizio militare e obbligo di prestare servizio civile non è facile determinare e spiegare il nesso causale tra le misure adottate all’interno dell’esercito e del servizio civile e i loro effetti (anche a seguito di eventuali retroazioni) sull’esercito e sul servizio civile. Ciò rende più difficile valutare – una valutazione decisiva considerato il principio della proporzionalità – se sia giustificato adottare misure, e se sì quali, per il perseguimento del suddetto interesse pubblico.

Data la difficoltà nell’illustrare questi nessi non è possibile argomentare in profondità e in dettaglio in merito alla proporzionalità delle misure.

Il Consiglio federale ha messo a confronto le considerazioni giuridiche riguardanti le misure volte a ridurre il numero di ammissioni e un esame dal punto di vista della politica di sicurezza del rischio che si verrebbe a creare in relazione agli effettivi dell’esercito se non si agisse o non si agisse per tempo anche presso il servizio civile. La modifica della LSC proposta è quindi oggi necessaria.

5.2 Compatibilità con gli impegni internazionali della Svizzera

La misura proposta 1 consente prestazioni di servizio civile che complessivamente durano ben più del doppio del servizio militare. Il Comitato ONU sui diritti umani ha constatato ripetutamente una violazione degli articoli 18 e 26 del Patto ONU relativo ai diritti civili e politici25 (divieto di discriminazione) in casi in cui il servizio civile sostitutivo durava il doppio del servizio militare26. Si pone quindi la questione della conciliabilità della misura 1 con i requisiti del patto. Il Consiglio federale ritiene accettabile che con la misura 1 vengano posti requisiti più severi per quanto riguarda la prova dell’atto a partire da un certo momento (ossia dopo l’assolvimento della scuola reclute).

5.3 Forma dell’atto

Il progetto prevede disposizioni importanti ai sensi dell’articolo 164 Cost. che devono essere emanate sotto forma di legge federale.

5.4 Delega di competenze legislative

Non sono previste nuove deleghe di competenze legislative al Consiglio federale. Le deleghe previste dagli articoli 17 capoverso 4 e 21 capoverso 4 corrispondono alle deleghe di competenze legislative attuali (cfr. art. 17 cpv. 2, art. 20, art. 21 cpv. 2 e art. 79 cpv. 1 LSC).

25 RS 0.103.2

26 Young-Kwan Kim et consorts c. République de Corée, communication n° 2179/2012 , constatations du 15.10.2014, § 7.3; Vernier et Nicolas c. France, communication n° 690 et 691/1996, constatations du 11.07.2000, § 10.4, http://juris.ohchr.org/; altri esempi si trovano in Manfred Nowak, CCPR Commentary, 2nd ed. 2008, N 29 ad art. 8 e N 29 ad art. 26.