Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/42: Modifica della legge sul servizio civile (LSC) · 12 pagine

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In seguito all’abolizione dell’esame di coscienza il numero delle ammissioni è aumentato da 1632 (2008) a 6720 (2009). Nel suo messaggio del 27 febbraio 20081 concernente la modifica della legge federale sul servizio civile sostitutivo e della legge federale sulla tassa d’esenzione dall’obbligo militare, il Consiglio federale prospettava un massimo di 2500 ammissioni all’anno. Con relative alle ammissioni sono evolute come segue:

l’entrata in vigore, il 1° febbraio 2011, della modifica del 10 dicembre 20102 dell’ordinanza dell’11 settembre 19963 sul servizio civile (OSCi) – in risposta al forte aumento del numero di ammissioni dopo l’introduzione della prova dell’atto nel 2009 –, le cifre 2011 2012 2013 2014 2015 20162017

4670 5139 5423 5757 5836 61696785

In questo lasso di tempo il numero di persone soggette all’obbligo di prestare servizio civile è salito da poco meno di 27 000 a poco più di 44 000 e il numero di giorni di servizio civile prestati ogni anno da poco meno di 1,1 milioni a poco più di 1,7 milioni.

Delle 6169 persone ammesse in totale al servizio civile nel 2016, il 46,6 % ha presentato domanda d’ammissione prima della scuola reclute (SR), il 15 % dopo avere iniziato la SR e il 38,4 % dopo aver assolto la SR ed essere stato incorporato nell’esercito.

Se, per quanto riguarda il 38,4 % (2371) di militari che avevano presentato domanda d’ammissione dopo aver assolto la SR, si considerano unicamente i gradi di soldato e appuntato, nonché gli attuali modelli di corsi di ripetizione (124 o 145 giorni di servizio nella SR con 7 o 6 corsi di ripetizione di 19 giorni; esclusi i militari in ferma continuata), emerge il quadro seguente: circa il 42 % dei militari è stato ammesso prima di avere concluso il primo corso di ripetizione, circa il 23 % dopo il primo corso di ripetizione, circa il 17 % dopo il secondo corso di ripetizione, circa il 10 % dopo il terzo, circa il 5 % dopo il quarto, circa il 3 % dopo il quinto o dopo ulteriori corsi di ripetizione. La maggior parte di questi militari è quindi stata ammessa prima o dopo il primo corso di ripetizione.

Se, invece del numero di corsi di ripetizione assolti, si fa riferimento al numero di giorni di servizio militare (considerando tutti i gradi militari e modelli di servizio), emerge il quadro seguente: nel 2016, al momento dell’ammissione, circa il 3 % dei militari aveva prestato meno di 124 giorni di servizio militare, circa il 16 % più di 124 giorni di servizio, circa il 23 % più di 145 giorni di servizio, circa il 17 % più di 164 giorni di servizio, circa il 13 % più di 183 giorni di servizio, circa il 7 % più di 202 giorni di servizio, circa il 3 % più di 221 giorni di servizio e circa il 18 % più di 240 giorni di servizio.

Nel 2017 sono state ammesse al servizio civile 6785 persone (+ 10 % rispetto al 2016).

Fenomeni problematici

In merito ai tre fenomeni problematici citati nel compendio (cfr. p. 2) si rileva quanto segue:

Sebbene il suddetto rapporto nella ripartizione delle ammissioni al servizio civile in base al momento della presentazione della domanda (cfr. n. 1.1.2, Evoluzione del servizio civile) sia da anni relativamente stabile, si registra tuttavia un netto aumento in cifre assolute.

Prima Durante Dopo della SR la SR la SR 2013 2488 8742061

2014 2789 8082160

2015 2669 9032264

2016 2872 9262371

2017 3098 9492738

Questa evoluzione, in particolare per quanto riguarda le ammissioni dopo l’assolvimento della SR e la conseguente incorporazione nell’esercito, influisce sullo svolgimento ordinato dell’istruzione nell’esercito. Una tendenza che potrebbe accentuarsi con gli importanti cambiamenti nella struttura e nell’istruzione dell’esercito previsti dall’USEs.

L’aspetto problematico consiste sostanzialmente nel fatto che questo processo di cambiamento comporta all’interno dell’esercito una perdita di conoscenze e competenze direttive e specialistiche acquisite con un cospicuo investimento di tempo e denaro. Nel migliore dei casi questo know-how potrà generare solo indirettamente, e comunque solo in via eccezionale, un valore aggiunto per la società. È raro, infatti, che nel corso dei loro impieghi i civilisti assumano compiti direttivi o possano sfruttare le conoscenze acquisite in ambito militare. Secondo i dati forniti dal medico in capo dell’esercito, nel 2017 mancavano più di 270 medici per la truppa, gli stati maggiori e i centri di reclutamento.

Fra i quadri dell’esercito l’apporto di effettivi diventa sempre più arduo. Nel complesso gli effettivi regolamentari degli ufficiali sono ancora stati raggiunti al 100 %, mentre quelli dei sottufficiali sono stati raggiunti al 102 %. Nel corpo ufficiali mancano tuttavia capitani e ufficiali superiori, il cui apporto arriva appena all’84 %4.

Nuove incognite da considerare e conseguente necessità d’intervento

Tenuto conto dell’evoluzione della situazione degli effettivi dell’esercito dal 2014 (approvazione da parte del Consiglio federale del terzo rapporto sugli effetti della soluzione della prova dell’atto5) e delle incognite sul raggiungimento dei valori previsti dall’USEs, ad oggi il Consiglio federale non esclude che a medio termine gli effettivi regolamentari dell’USEs possano essere a rischio. Garantire in modo duraturo, attraverso misure tempestive e mirate, la capacità dell’esercito di fornire le prestazioni richieste dal punto di vista della politica di sicurezza, è un’esigenza di interesse pubblico.

1FF 2008 2255, qui 2301

2RU 2011 151

3 RS 824.01

4 Censimento dell’esercito 2016 – Versione ridotta, agosto 2016, personale dell’esercito, SMCOEs, p. 7; consultabile su: www.vtg.admin.ch > Media > Pubblicazioni > Versione ridotta del Censimento dell’esercito 2016.

5 Il rapporto è consultabile (in francese e in tedesco) su: www.admin.ch > Documentazione > Comunicati stampa > 25.06.2014 («Servizio civile: nessun pericolo per gli effettivi dell’esercito»).