Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/43: Nuova legge federale sui media elettronici · 84 pagine

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mercato delle offerte mediatiche che in futuro beneficeranno di un sostegno. È tuttavia «tutelata» dalle misure di rispetto previste dalla Costituzione.

Organo di riscossione: anche in futuro la riscossione del canone per le economie domestiche sarà affidata a un organo esterno all’Amministrazione federale. Poiché i compiti del mandato di riscossione rimangono invariati, l’indennità rimarrà simile a quella attuale.

4.2.2 Effetti sulla concorrenza, sull’apertura internazionale e sull’attrattiva della Svizzera

L’orientamento della nuova legge non si distingue dalla LRTV. Già oggi il finanziamento delle offerte mediatiche tramite il canone comporta una distorsione della concorrenza che corrisponde però a una volontà politica. Infatti, in un piccolo Paese quadrilingue come la Svizzera, il solo mercato non sarebbe in grado di mettere a disposizione un’offerta sufficiente di media elettronici. Accanto a un fornitore nazionale del servizio pubblico (SSR) continuano ad esserci fornitori con un mandato di servizio pubblico regionale. I mezzi finanziari necessari a tale scopo non aumenteranno rispetto ad oggi, ma saranno in parte ripartiti diversamente. La nuova legge non avrà pertanto ripercussioni degne di nota sulla concorrenza.

Il quadro regolamentare si applica, come oggi, alla fornitura del servizio pubblico in Svizzera. Le esigenze minime internazionali, che figurano nelle convenzioni del Consiglio d’Europa, continuano ad essere rispettate (in modo invariato).

In determinati ambiti (tutela dei giovani, disposizioni in materia di pubblicità) si mira a un’armonizzazione con il diritto dell’UE (televisione transfrontaliera, video su richiesta), che, se necessario, potrebbe essere attuata abbastanza facilmente. L’armonizzazione continua ad aumentare in rapporto ad oggi.

Rispetto agli altri Paesi, l’attrattiva che la Svizzera esercita da un punto di vista economico sulle imprese e i privati non cambia significativamente con la nuova legge. Potrebbe eventualmente aumentare leggermente grazie alla soppressione dell’obbligo di notifica per le emittenti di programmi radiotelevisivi.

4.2.3 Effetti socioeconomici

In sostanza, l’effetto complessivo sull’economia rimane piuttosto stabile (cfr. studio «Effetti economici dei media di servizio pubblico finanziati dal canone» del 20164: il servizio pubblico con partecipazione al canone genera direttamente un valore aggiunto lordo di quasi 1 miliardo di franchi, pari all’incirca ai valori registrati nell’industria tessile e dell’abbigliamento. Traggono beneficio dall’attività economica del servizio pubblico anche imprese di altri settori, come ad esempio quelle attive nell’industria audiovisiva. Nel complesso, il valore aggiunto creato in più dagli altri settori ammonta a 840 milioni di franchi. Il servizio pubblico finanziato dal canone genera direttamente 6800 posti di lavoro, indirettamente altri 6700 in altri settori. Stando alle previsioni, anche questi valori rimarranno invariati con l’entrata in vigore della nuova legge.

Si è rinunciato a valutare le conseguenze di una regolamentazione poiché gli effetti economici sono trascurabili o molto deboli, solo poche imprese sono toccate e ciò in misura analoga a quanto succede con la LRTV, l’onere amministrativo per le imprese interessate diminuisce con l’abrogazione dell’obbligo di notifica, l’intensità della concorrenza e l’attrattiva del polo economico svizzero non sono compromesse in modo negativo.

4 Cfr. BAK Basel Economics (2016): Effetti economici dei media di servizio pubblico finanziati dal canone. Analisi macroeconomica su incarico dell'Ufficio federale delle comunicazioni UFCOM, consultabile all'indirizzo: https://www.bakom.admin.ch/dam/bakom/it/dokumente/bakom/elektronische_medien/Medienforschung%20-%20Ausbildungsf%C3%B6rderung/Medienforschung/studie-servicepublic-bak-basel.pdf.download.pdf/Effetti%20economici%20del%20servizio%20pubblico%20mediale%20finanziato%20dal%20canone.pdf.