Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/48: Stabilizzazione dell'AVS (AVS21) · 116 pagine

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4 Punti essenziali del progetto

4.1 Età di riferimento e flessibilizzazione della riscossione della rendita

4.1.1 Necessità della flessibilizzazione

L’età di riferimento legale è soltanto uno dei fattori che incidono sul momento effettivo del pensionamento. Essa rappresenta in realtà il momento in cui le rendite di vecchiaia sono versate senza riduzioni né supplementi e non quello in cui le persone escono definitivamente dal mercato del lavoro per andare in pensione. Rivestono un ruolo importante anche altri fattori, quali le risorse e le scelte personali, la politica aziendale in materia di vecchiaia e di personale o la situazione sul mercato del lavoro. Queste constatazioni hanno trovato conferme nel quadro di studi realizzati negli anni passati32. Questi hanno rilevato grandi differenze nell’organizzazione del passaggio al pensionamento all’interno della popolazione. Secondo gli studi più recenti e i dati più aggiornati, circa il 40 per cento delle persone ha cessato la propria attività lucrativa prima del previsto, per svariati motivi, mentre una quota compresa tra il 20 e il 30 per cento ha continuato a lavorare dopo il raggiungimento dell’età di pensionamento AVS. A partire dai 66 anni la quota delle persone che esercitano un’attività lucrativa si riduce progressivamente. Le persone che continuano a lavorare oltre i 65 anni costituiscono tuttavia una categoria specifica: si tratta perlopiù di indipendenti (i tre quarti), di lavoratori a tempo parziale o con funzioni particolari. Attualmente è incontestato un reale interesse alla flessibilizzazione delle condizioni per la riscossione della rendita al fine di agevolare il passaggio dalla vita professionale al pensionamento. Per soddisfare questo desiderio di pensionamento graduale, è necessario allentare le condizioni per la riscossione della rendita. Questo desiderio di flessibilizzazione è legittimo e la sua realizzazione è una promessa di lunga data. La flessibilizzazione della riscossione della rendita è inoltre necessaria per tenere conto dei cambiamenti avvenuti sul mercato del lavoro, riguardanti in primo luogo il lavoro a tempo parziale –una forma di occupazione molto diffusa tra le donne (nel 2017 il 58,6 % delle donne lavorava a tempo parziale, contro il 17,5 % degli uomini)33– nonché l’esercizio di più attività.

Tenendo conto di questa esigenza di flessibilizzazione, nel quadro del presente progetto si propone di allentare le condizioni per la riscossione flessibile della rendita nel sistema della previdenza per la vecchiaia, ovvero nell’AVS e nella previdenza professionale. Con le misure proposte s’intende prendere in considerazione il reale bisogno di un pensionamento graduale espresso sia dai singoli individui che dalle imprese. Il progetto persegue quindi il mantenimento dell’attività lucrativa fino ai 65 anni e oltre, mediante la flessibilizzazione della riscossione della rendita e l’armonizzazione dell’età di pensionamento, e lo promuove con incentivi mirati. L’innalzamento dell’età di riferimento oltre i 65 anni non appare invece opportuno. Benché in Svizzera la partecipazione dei lavoratori anziani al mercato del lavoro sia relativamente elevata rispetto all’estero, è comunque necessaria una maggiore sensibilizzazione degli attori economici, affinché offrano posti di lavoro a queste persone. È un dato di

32 J. Trageser et al., «Altersrücktritt im Kontext der demographischen Entwicklung», in Beiträge zur Sozialen Sicherheit, rapporto di ricerca n. 11/12, Berna 2012; M. Kolly, «Ältere Personen und Arbeitsmarktbeteiligung», in Beiträge zur Sozialen Sicherheit –Materialband zum Forschungsbericht Nr. 11/12, Berna 2012.

33 Ufficio federale di statistica (UST), rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera 1991– 2017 (RIFOS), del 15 febbraio 2018.