Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/70: Revisione della legge sull'approvvigionamento elettrico (apertura completa del mercato elettrico, riserva di stoccaggio e modernizzazione della regolazione della rete) · 99 pagine

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un Cantone, rappresentato ad esempio da una direzione o da un ufficio. Nel caso invece delle unità decentrali spesso è più difficile stabilire se è soddisfatto o meno il «criterio della swissness». Dato che i diritti di prelazione (come pure la sospensione dei diritti di voto; cfr. art. 19b) servono a garantire la maggioranza svizzera, in entrambi i casi occorre ragionevolmente basarsi sul principio guida della «maggioranza diretta o indiretta dei Cantoni o dei Comuni». A chi rientra nella sfera statale è riconosciuto un diritto di prelazione di primo o di secondo grado se sussiste una corrispondente possibilità d’influenza sull’autorità pubblica. Se del caso, verrà verificata singolarmente in base ai rapporti concreti di partecipazione.

Conformemente al capoverso 4bis, il Consiglio federale potrà disciplinare gli aspetti relativi ai diritti di prelazione, precisamente le questioni procedurali che semplificano la gestione del numero elevato di potenziali aventi diritto di prelazione. Se ragionevole, esso si riallaccerà alla norma del codice civile svizzero del 10 dicembre 190750 (proprietà fondiaria), già ora considerata. Ragionevolmente dichiarerà applicabile il principio vigente per l’acquisto di proprietà fondiarie secondo cui il diritto di prelazione non sussiste se l’alienazione è effettuata a un altro avente diritto di prelazione, il che significa che non vi è diritto di prelazione nei confronti di acquirenti nello stesso grado o di grado anteriore. Ciò consente ai Cantoni e ai Comuni acquisti più agevoli, senza complicazioni, attraverso gli aventi diritto di prelazione. In particolare per i Comuni che difficilmente potrebbero acquistare grandi pacchetti di azioni ciò è molto più interessante rispetto a un diritto di prelazione, poiché in tal modo possono negoziare direttamente le dimensioni del pacchetto e i prezzi e non devono riprendere le condizioni dell’operazione originaria, come nel caso della prelazione. Inoltre questo principio consente agli enti pubblici di far valere il diritto di prelazione nei confronti delle AAE, il che potenzialmente accresce la «swissness» di Swissgrid, così come la sua disgiunzione dal settore elettrico.

Il Consiglio federale deve inoltre chiarire (lett. c) il caso di più aventi diritto di prelazione che esercitano tale diritto contemporaneamente; esso può addirittura stabilire che questo aspetto sia disciplinato negli statuti. In merito è ragionevole lasciare un determinato margine di trattativa. Diversamente il venditore deve essere libero di decidere se suddividere il pacchetto oppure cederlo per intero a un unico acquirente.

In base alla lettera a il Consiglio federale può non considerare come caso di prelazione l’acquisto da parte di organizzazioni che pur non presentando i necessari rapporti di partecipazione o le necessarie possibilità d’influenza per essere considerati «Cantone» o «Comune» (che quindi non devono ottenere alcun diritto di prelazione), hanno uno stretto rapporto con i poteri pubblici. In tal modo il Consiglio federale può consentire a queste entità di acquistare senza perturbazioni le azioni di Swissgrid se il loro ingresso in Swissgrid è politicamente auspicato. Si pensi ad esempio alle casse pensioni pubbliche: nonostante debbano essere autonome, rientrano chiaramente nella sfera pubblica. L’applicazione di questo principio può essere opportuna anche per determinati trasferimenti interni di azioni. Nel caso delle AAE ciò è in contraddizione con l’idea di non rafforzare eccessivamente la loro posizione (perlomeno nei confronti di Cantoni e Comuni).

50 RS 210.