Rapporto sui risultati
Consultazione 2019/22: Modifica del Codice civile (Successione d'imprese) · 52 pagine
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Sintesi dei risultati della consultazione – Successione d’imprese
N. di riferimento: COO.2180.109.7.297345 / 232.1/2019/00001
può quindi chiedere se la formulazione proposta non permetta in parte di aggirare, a discapito degli altri eredi, l’obiettivo perseguito della continuità dell’impresa141.
• Il deterioramento della posizione degli eredi legittimari a beneficio, almeno a livello astratto,
della collettività per preservare imprese e posti di lavoro, non dovrebbe dipendere unicamente dal fatto che la successione riguarda un’impresa e che un erede ne richiede l’attribuzione. Occorrerebbe quanto meno chiedersi se la possibilità di un’attribuzione integrale a discapito degli altri eredi sia giustificata in tutti i casi142.
• La concessione di un diritto di attribuzione preferenziale antepone la continuazione
dell’esercizio dell’impresa alla parità degli eredi per quanto riguarda l’attribuzione al momento della divisione di ogni tipo di valore (art. 610 cpv. 1 CC). Se si opta per questo principio, sono necessarie disposizioni più complete rispetto a quelle previste dall’articolo 617 dell’avamprogetto143.
• L’avamprogetto mira al «tutto o niente». O viene avanzata almeno una richiesta d’attribu-
zione preferenziale e la successione dell’impresa ha luogo, oppure non vi è alcuna richiesta e l’impresa è destinata allo scioglimento (art. 610 cpv. 1 CC). Si dovrebbe introdurre una nuova alternativa: l’impresa può essere mantenuta sotto nuova forma, senza essere divisa. Ciò costituirebbe una deroga al principio della divisione (art. 604 CC), ma permetterebbe di ristabilire una certa parità ai sensi dell’articolo 610 capoverso 1 CC. Una possibile soluzione, conforme alla tradizione storica (art. 622 segg. CC 1907), rimane l’opzione di mantenere l’impresa indivisa contemplata agli articoli 336 segg. CC. Questa soluzione permette in ogni caso di mantenere l’impresa in esercizio, scongiurandone la scomparsa, se del caso fino a quando il suo futuro non sia stato deciso con maggiore precisione da parte dei coeredi. Questa formula presenta il vantaggio di assicurare la sopravvivenza dell’impresa e di evitare il suo scioglimento a seguito di una divisione. Per molti anni dopo il decesso del titolare, l’impresa può dover affrontare problemi transitori relativi alla sua gestione o ai coeredi; solo una volta che tali problemi saranno chiariti o risolti sarà possibile decidere della sua continuazione. Nel diritto fondiario rurale, ad esempio, la divisione deve essere rinviata se un erede, potenzialmente in grado di riprendere l’azienda agricola, non ha ancora concluso la sua formazione (art. 12 LDFR). L’articolo 617 capoverso 3 AP-CC non contempla invece una simile deroga144.
• Si riconosce la necessità di potere attribuire integralmente un’impresa a un erede senza
che questa debba essere imputata direttamente alla sua quota ereditaria, anche se gli approcci proposti comportano in parte una disparità di trattamento tra gli eredi145.
4.3.2 Dilazione dell’obbligo di collazione
La grande maggioranza dei partecipanti alla consultazione che si sono espressi in merito alla questione della dilazione dell’obbligo di collazione accoglie con favore la misura146. Tre partecipanti vi si oppongono147.
Molti partecipanti hanno formulato osservazioni.
141 Treuhand Suisse, pag. 1.
142 Treuhand Suisse, pag. 2.
143 UNIL, pag. 5.
144 UNIL, pag. 5.
145 NW, pag. 1.
146 AG, pag. 1; AI, pag. 1; GL, pag. 1; LU, p.1; OW, pag. 1; SG, pag. 1; SO, pag. 2; UR, pag. 1; PPD, pag. 1; pvl, pag. 2; ANV, pag. 2; CP, pag. 3; EIT.swiss, pag. 1; FER, pag. 2; Forum PMI, pag. 1; FSN, pag. 4; GastroSuisse, pag. 2; HotellerieSuisse, pag. 2, pharmaSuisse, pag. 1; Relève PME, pag. 2, SSIC, pag. 1; SFB, pag. 3; suissetec, pag. 2; SGNV, pag. 1; UNIGE, pag. 4; USAM, pag. 2, USS, pag. 2.
147 BL, pag. 1; UDC, pag. 1; VPAG, pag. 3.