Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/33: Revisione delle ordinanze del diritto sulle derrate alimentari · 106 pagine

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Dipartimento federale dell’interno DFI

Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria USAV

Poiché alcune riguardano soltanto l’ambito della produzione primaria, la struttura dell’ordinanza è stata modificata per accogliere queste specifiche disposizioni. Infine, si è voluta armonizzare la terminologia con quella utilizzata nel contesto internazionale, in particolare quello dell’Unione Europea.

II. Commenti alle disposizioni

Articolo 1 Oggetto e scopo

Il capoverso 1 precisa che il piano di controllo nazionale riguarda la filiera agroalimentare, ossia il concetto «dai campi alla tavola», ma anche gli oggetti d’uso, il che rientra perfettamente nel campo d’applicazione della legge sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (art. 1 LDerr). Il capoverso 2 precisa i punti principali trattati dall’ordinanza. La terminologia è stata adattata per tener conto del carattere pluriennale del piano di controllo nazionale. Il termine «pluriennale» è stato aggiunto in tutta l’ordinanza.

Articolo 2 Campo di applicazione

L’OPCNP copre due campi d’applicazione: in primo luogo i controlli sull’intera filiera agroalimentare e, in secondo luogo, i controlli sugli oggetti d’uso. L’ordine in cui i diversi campi sono citati nel capoverso 2 riflette la rispettiva posizione all’interno della filiera agroalimentare. La nuova lettera h riguarda i controlli delle denominazioni previste dal diritto agricolo lungo tutta la filiera agroalimentare.

Il capoverso 3 definisce gli ambiti di controllo ai quali non si applicano le disposizioni della sezione 3 e 4 (controllo dei processi). Sono compresi anche i nuovi controlli ai sensi dell’ordinanza concernente la viticoltura e l’importazione di vino (RS 916.140).

Articolo 3 Definizioni

Le definizioni del piano di controllo sono state adeguate per tener conto della terminologia utilizzata nel contesto internazionale, soprattutto in quello dell’Unione europea. Sono state aggiunte inoltre le definizioni di diversi tipi di controlli utilizzati. Il controllo di base (lett. d) serve a ottenere un quadro completo dell’azienda. Ciò significa che il controllo deve includere i punti sufficienti per valutare se l’impresa rispetta le prescrizioni pertinenti, senza effettuare tuttavia una verifica completa di tutti gli elementi richiesti dalla legge. Per i controlli di verifica (lettera d), si considera che essi hanno luogo entro 3–4 mesi dal controllo di base, durante il quale è stata rilevata l’inadempienza.

Articolo 4 Obiettivo del piano di controllo nazionale pluriennale

Il PCNP ha come obiettivo principale l’instaurazione di un processo di ottimizzazione della sicurezza delle derrate alimentari e degli oggetti d’uso. Sono previste quattro tappe:

1. analisi della situazione e individuazione degli obiettivi strategici e degli scopi operativi per la gestione dei rischi

2. valutazione delle misure di gestione dei rischi per gli obiettivi e gli scopi identificati

3. elaborazione di misure di gestione dei rischi

4. valutazione dell’efficacia delle misure per il raggiungimento degli obiettivi e degli scopi per mezzo di indicatori ed eventuali correzioni

Coprendo l’intera filiera agroalimentare, il PCNP punta inoltre a far sì che le diverse autorità interessate coordinino le misure da adottare per ridurre i rischi per la salute (umana, degli animali e delle piante) e per combattere i casi di inganni. L’idea è che le misure andrebbero adottate al livello della filiera dove sono in grado di produrre la massima efficacia.

Rapporto esplicativo concernente la modifica dell’ordinanza sul piano di controllo nazionale pluriennale della filiera agroalimentare e degli oggetti d’uso.