Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/61: Modifica della legge sui profili del DNA · 49 pagine

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IPAS con il termine di cancellazione standard di 30 anni ai sensi dell’articolo 16 capoverso 3 della legge sui profili del DNA;

(3) a partire dal campione, il laboratorio allestisce il profilo del DNA (della persona o della traccia). Quindi trasmette il profilo all’Ufficio di coordinamento presso l’Istituto di medicina legale (IRM) dell’Università di Zurigo. Non appena ha allestito il profilo di una persona, ma al più tardi entro tre mesi, il laboratorio distrugge il campione prelevato su di essa (art. 9 cpv. 2 della legge sui profili del DNA). Se si tratta di una traccia, conserva come materiale probatorio il DNA non utilizzato per un periodo di 15 anni (art. 6 cpv. 2 dell’ordinanza sui profili del DNA);

(4) l’Ufficio di coordinamento utilizza il profilo del DNA per effettuare la ricerca nel sistema d’informazione e comunica a fedpol il risultato del confronto (hit/no hit). In caso di hit, lo sottopone preventivamente per verifica al laboratorio;

(5) mediante il PCN, fedpol collega il profilo con i dati su persone e casi registrati in IPAS. Quindi comunica all’autorità ordinante il risultato completo del confronto del profilo, hit con i dati su persone e casi oppure no hit;

(6) fedpol invita l’autorità ordinante a munire il termine di cancellazione standard di 30 anni (cfr. sopra, fase 2) di un termine di cancellazione specifico alla fattispecie; l’invito è da intendersi come sostegno alle autorità nel processo di cancellazione. Una volta comunicato, questo termine viene annotato in IPAS. I profili del DNA per i quali fedpol non ha ancora ricevuto un termine di cancellazione da parte dell’autorità competente vengono segnalati alle autorità in questione dopo un anno con la richiesta di fornire il termine mancante. La piattaforma web (jMessage Handler) utilizzata per lo scambio protetto di tutte le informazioni tra le autorità coinvolte, genera periodicamente altri solleciti di questo tipo finché il termine richiesto non viene fornito;

(7) durante l’intero «ciclo di vita» del profilo (dalla fase della procedura investigativa a quella del giudizio attraverso tutte le istanze, fino alla fine dell’esecuzione della sanzione), l’autorità ordinante ha il compito di controllare se si verifica una delle fattispecie che impongono la cancellazione secondo gli articoli 16–19 della legge sui profili del DNA. In tal caso deve darne comunicazione a fedpol entro 30 giorni;

(8) fedpol cancella come richiesto il profilo del DNA in CODIS e i dati sulla persona e sul caso in IPAS. Il processo di trattamento del profilo di una persona o di una traccia è dunque definitivamente concluso. L’autorità ordinante riceve una conferma dell’avvenuta cancellazione dei dati.

Il sistema d’informazione sui profili del DNA di cui all’articolo 10 della legge sui profili del DNA contiene attualmente 193 857 profili di persone e 84 139 profili di tracce60. Nel 2018 sono stati conseguiti 5054 hit traccia/persona e 1517 hit traccia/traccia.

Incarico parziale 1 secondo il postulato 16.3003: esame della non cancellazione dei profili del DNA di autori di reato condannati

Il diritto vigente prevede che i profili del DNA di autori di reato condannati devono essere cancellati entro termini progressivi (art. 16 cpv. 1 lett. e–l e cpv. 4 della legge sui profili del DNA). Di principio, un profilo del DNA deve essere cancellato dopo 30 anni (art. 16 cpv. 3 della legge sui profili del DNA). Tale principio va mantenuto, anche in futuro sarà quindi escluso che i profili delle persone condannate possano non essere cancellati.

La cancellazione è imposta dal principio di proporzionalità. Su questo punto il Consiglio federale concorda con l’argomentazione sostenuta dalle Commissioni degli affari giuridici del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati nelle rispettive Camere nell’ambito dell’esame dell’iniziativa parlamentare 13.408 Geissbühler «Limitare la cancellazione dei profili del DNA di persone». Il trattamento del profilo del DNA nel relativo sistema d’informazione costituisce un’ingerenza nella sfera privata, la quale

60 Stato: 31 dicembre 2018.