Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/75: Legge sull'approvvigionamento di gas · 67 pagine

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Complessivamente l’apertura parziale del mercato, la misurazione del profilo di carico, i profili di carico standard e i sistemi IT generano costi di trasformazione una tantum (costi del capitale) compresi tra 9 e 10 milioni di franchi e costi complessivi dopo 20 anni tra 17 e 20 milioni di franchi.

A queste spese supplementari si contrappongono i guadagni e i risparmi per l’economia nazionale sul versante dei consumatori finali stimati nello studio e sopra descritti di 19–34 milioni di franchi all’anno, effetti positivi prodotti nel tempo dal regime di libera concorrenza (innovazione) nonché l’aumento della certezza giuridica auspicato dalla legge.

Indipendentemente dall’apertura parziale del mercato, anche la nuova regolazione delle tariffe per l’utilizzazione della rete può avere effetti sull’economia nazionale e aziendale. Attualmente secondo la convenzione del 2012 e le direttive di settore i gestori di rete sono tenuti a stabilire in modo separato le tariffe per l’utilizzazione della rete e per il metodo di calcolo a orientarsi a quello dell’energia elettrica. Per l’analisi degli impianti la LApGas fondamentalmente segue il medesimo principio. Complessivamente dalle limitazioni previste per la valutazione sintetica e dalla disposizione secondo cui gli impianti di rete interamente ammortizzati o non iscritti all’attivo nella contabilità finanziaria non possono confluire nella valutazione degli impianti, non dovrebbero risultare modifiche rilevanti, mentre potrebbero esserci ripercussioni dovute all’ammontare del tasso d’interesse determinante per i costi del capitale (WACC), che tuttavia verrà stabilito solo in sede di ordinanza.

Sintetizzando la LApGas dovrebbe produrre effetti positivi sull’economia nazionale quali maggiore certezza giuridica, trasparenza sui costi e sulle tariffe, aumenti dell’efficienza e innovazione. Inoltre l’«entry-exit system» accresce la compatibilità con il diritto degli Stati confinanti, agevolando l’armonizzazione della politica energetica svizzera con quella di altri Paesi europei e l’integrazione dei mercati del gas.

5.4 Ripercussioni sull’ambiente

Nel complesso le ripercussioni sull’ambiente dovrebbero essere insignificanti. A causa della prevista succitata riduzione dei prezzi per i consumatori finali che possono scegliere il fornitore e del conseguente maggior potenziale di sostituzione dall’olio al gas (naturale) le emissioni di CO2 potrebbero diminuire leggermente. Tuttavia a causa dei prezzi del gas in calo, il consumo di gas (naturale) potrebbe aumentare lievemente

– il che se non accompagnato da una contemporanea sostituzione dell’olio dovrebbe provocare un aumento delle emissioni di CO2. A causa della diminuzione dei prezzi gli incentivi verso investimenti nell’aumento dell’efficienza energetica potrebbero diminuire leggermente. In proposito va tuttavia osservato che le emissioni di CO2 del consumo di gas sono molto più influenzate dalla legislazione in materia di protezione del clima che dagli effetti dell’apertura parziale del mercato. Le misure della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni promuovono l’efficienza energetica e l’abbandono del vettore energetico fossile del gas naturale – quest’ultimo attraverso il passaggio a vettori energetici rinnovabili o anche a gas rinnovabili (biogas ecc.). Da menzionare in particolare la tassa sul CO2, le prescrizioni nel settore degli edifici e il Programma Edifici dei Cantoni, le convenzioni sugli obiettivi delle imprese con