Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/71: Disposizioni d'esecuzione relative alla modifica della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (Ulteriore sviluppo dell'AI) · 96 pagine
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federale per la garanzia della qualità delle perizie mediche. Quest’ultima dovrebbe poi analizzare i dati, pubblicare un rapporto al riguardo e quindi autorizzare la pubblicazione della panoramica da parte degli uffici AI e dell’UFAS (cfr. le considerazioni più avanti relative all’art. 7n cpv. 1 AP-OAI). Una pubblicazione diretta degli elenchi ad opera degli uffici AI comporterebbe infatti il rischio di una discussione poco obiettiva e, dunque, di una polarizzazione.
Attribuzione delle perizie bidisciplinari con metodo aleatorio (art. 72bis cpv. 1 AP-OAI)
In merito all’estensione del metodo aleatorio anche all’attribuzione delle perizie bidisciplinari sono pervenuti in totale 74 pareri. Tale estensione è salutata con favore dalla maggior parte dei partecipanti che si sono espressi al riguardo, tra cui in particolare diversi Cantoni, la CUAI e la maggioranza delle organizzazioni d’aiuto agli invalidi. Questi riscontri positivi sono stati accompagnati da svariate proposte di aggiunte.
Per contro, diversi organi assicurativi e altre organizzazioni interessate, tra cui SIM, Medas Verband, Suva e FMPP, sono piuttosto contrari e chiedono di mantenere la procedura attuale.
Approvazione con proposte di aggiunte
LU, OW, GL, GR, TG, TI, VS, NE e CUAI condividono l’introduzione del metodo aleatorio per le perizie bidisciplinari, ma perlopiù con la riserva di mantenere la chiave di ripartizione regionale esistente. AG propone che, in futuro, le perizie bidisciplinari possano essere allestite non soltanto dai centri peritali, ma anche da coppie di periti. Ciò è considerato auspicabile anche da organizzazioni d’aiuto agli invalidi quali IH, NOVEOS, Pro Infirmis e PMS.
Almeno nella fase introduttiva, GE teme un sovraccarico dei centri peritali. Per tale motivo, la CUAI suggerisce di prevedere una fase transitoria nell’attuazione, dato che l’ulteriore sviluppo della piattaforma SuisseMED@P necessita di un certo tempo.
PES, ACS, UCS, USS come pure IH, Pro Infirmis, Fragile Suisse, PMS e numerose altre organizzazioni d’aiuto agli invalidi plaudono all’adozione del metodo aleatorio per l’attribuzione delle perizie bidisciplinari. UCS, IH, GELIKO, insieme Svizzera e Procap, tra gli altri, chiedono inoltre di estendere tale metodo a tutti i tipi di perizie, ossia anche a quelle monodisciplinari. Per altri, tra cui NOVEOS, Pro Infirmis e PMS, sarebbe opportuno introdurre il metodo aleatorio per le perizie bidisciplinari e pluridisciplinari nel quadro di tutte le assicurazioni sociali, un parere condiviso anche dalla SSMC. In rappresentanza di numerose altre organizzazioni d’aiuto agli invalidi, IH sottolinea inoltre che è necessario impedire che i periti lavorino per diversi centri peritali e che si formino consorzi tra centri peritali nonché attuare sistematicamente la raccomandazione E5 del rapporto peritale. Occorre altresì controllare l’indipendenza dei centri peritali sotto il profilo organizzativo ed economico e, mediante indicazioni sulla persona responsabile del coordinamento delle perizie, garantire la trasparenza per quanto riguarda i periti che lavorano per essi.
Ragioni per il mantenimento dello status quo
SZ, SH e NW auspicano il mantenimento della procedura esistente. FMPP, ZGPP, AGPP e Dr. med. Klaus Begle fanno notare che l’attribuzione con metodo aleatorio anche delle perizie bidisciplinari può impedire un’assegnazione tendenziosa da parte degli uffici AI. Questo metodo non costituisce tuttavia una risposta efficace alle perizie lacunose sotto il profilo contenutistico. Non è ammissibile che un assicurato venga penalizzato da una perizia lacunosa per motivi dettati dal caso. A loro avviso, un accordo tra le parti al riguardo è dunque da preferire a un’attribuzione con metodo aleatorio. Per garantire una qualità e un grado di approfondimento sufficienti, occorre inoltre prevedere un congruo rimborso.
SIM, Medas Verband, ASNP e FSP avanzano una serie di argomenti a favore del mantenimento della prassi di attribuzione odierna. Essi paventano tra l’altro una diminuzione del numero di periti disponibili, già oggi carenti in determinate discipline mediche. Tale problema sarebbe destinato ad aggravarsi, se per vari motivi alcuni periti dovessero scegliere di non legarsi a un istituto. Limitarsi a periti attivi per un centro peritale comporterebbe inoltre il rischio