Rapporto esplicativo
Consultazione 2021/35: Diritto della protezione degli adulti – Modifica del codice civile · 71 pagine
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meno incisivo di raggiungere lo scopo e deve esservi un rapporto adeguato tra l’intervento e lo scopo perseguito (proporzionalità in senso stretto)29.
2.1.2 Promuovere l’autodeterminazione mediante l’adozione di misure precauzionali personali
La promozione del diritto all’autodeterminazione era lo scopo dichiarato e centrale della revisione del 200830 che introduce nella legge un capo a sé stante intitolato «Delle misure precauzionali personali» e istituisce due nuovi istituti giuridici: il mandato precauzionale (art. 360 segg.) e le direttive del paziente (art. 370 segg.). Con questa scelta di eterodeterminazione («selbstbestimmten Fremdbestimmung»), ogni persona ha la possibilità di scegliere chi debba agire per suo conto e occuparsi di lei in tutti i settori della vita, se dovesse diventare incapace di discernimento31.
La presente revisione si prefigge di rendere più efficace la possibilità, centrale nella pratica, di una scelta di eterodeterminazione («selbstbestimmten Fremdbestimmung») sotto forma di mandato precauzionale; a tal fine l’avamprogetto chiarisce e disciplina meglio nella legge alcuni aspetti importanti per l’attuazione pratica, si tratta segnatamente del deposito del mandato, dell’obbligo dell’APMA di informarsi se sussiste un mandato precauzionale e sulla convalida di quest’ultimo da parte dell’APMA (cfr. in proposito l’esposizione dettagliata nel n. 2.2).
2.1.3 Rafforzare la solidarietà nella famiglia
La protezione degli adulti deve trovare un equilibrio tra libertà (autodeterminazione) e assistenza (eterodeterminazione). Anche se l’elemento primo deve sempre essere l’autodeterminazione della persona, la protezione degli adulti non può fare a meno di prevedere a determinate condizioni un’eterodeterminazione a tutela dell’interessato32.
Il nuovo disciplinamento del diritto della protezione degli adulti si prefiggeva di rafforzare la solidarietà nella famiglia. Di conseguenza ha tenuto conto della necessità per i parenti delle persone incapaci di discernimento di poter prendere determinate decisioni senza eccessive formalità, il che evitava anche la nomina sistematica di curatori da parte delle autorità. Il diritto vigente concede anche al coniuge e al partner registrato della persona incapace di discernimento il diritto di compiere determinati atti quotidiani (art. 374 CC).
La presente revisione tiene conto della richiesta, espressa fin dal 2013, di concedere maggiori diritti al rappresentante legale della persona bisognosa di aiuto al fine di limitare l’intervento dell’autorità di protezione degli adulti favorendo così la solidarietà in seno alla famiglia. La cerchia dei rappresentanti legali va quindi estesa
29 ZK-MEIER, Art. 389 ZGB n. 24 con ulteriori riferimenti.
30 Messaggio PMA, FF 2006 6391, pag. 6392 ed esposizione dettagliata pag. 6401.
31 HÄFELI, marg. 93 con ulteriori riferimenti.
32 HÄFELI, marg. 278