Rapporto esplicativo
Consultazione 2021/35: Diritto della protezione degli adulti – Modifica del codice civile · 71 pagine
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ai conviventi di fatto e i loro diritti di rappresentanza vanno consolidati (cfr. in proposito n. 2.3).
2.1.4 Migliore coinvolgimento delle persone vicine
Per rafforzare la solidarietà nella famiglia occorre non soltanto estendere i diritti legale di rappresentanza ai conviventi di fatto della persona incapace di discernimento, ma anche consolidare la posizione di altri membri della famiglia e di altre persone vicine nella procedura della protezione degli adulti. Questa richiesta è stata formulata da tempo e costituisce il punto di partenza del presente progetto di revisione (cfr. in proposito n. 1.3 e 1.4.1).
Per attuare questo requisito centrale sono proposte diverse modifiche (cfr. in proposito l’esposizione dettagliata nel n. 2.4). L’avamprogetto dà una definizione legale della nozione della persona vicina nel diritto della protezione degli adulti. In futuro le autorità dovranno sempre valutare se vi è una persona vicina che in caso di bisogno potrebbe essere nominata curatore. In tal caso, questa persona deve poter essere sgravata, a certe condizioni, da determinati obblighi che spettano a un curatore professionale. Inoltre, va in generale rafforzato il coinvolgimento delle persone vicine nella procedura.
2.1.5 Migliore protezione delle persone bisognose di aiuto
L’autorità di protezione degli adulti deve intervenire se gli interessi delle persone bisognose di aiuto sono esposti a pericolo o non sono più tutelati (art. 368, 373, 376, 381, 385 CC). A tal fine l’autorità deve essere a conoscenza del bisogno di aiuto di una persona. Secondo l’articolo 443 capoverso 1 CC, chiunque può avvisare l’autorità di protezione degli adulti quando una persona pare bisognosa di aiuto. Le persone che, nello svolgimento di un’attività ufficiale, apprendono che una persona è bisognosa d’aiuto sono tenute ad avvisare le autorità (art. 443 cpv. 2 CC). Restano tuttavia salve le disposizioni sul segreto professionale.
Nel 2019 è entrata in vigore una nuova normativa sui diritti e gli obblighi di avvisare l’autorità nel diritto della protezione dei minori (art. 314c segg. CC). Nella pratica tale normativa da una parte non ha provocato un aumento degli avvisi e dall’altra si è rivelata di grande importanza per le persone che hanno regolarmente a che fare con minori in quanto ha aumentato la consapevolezza della loro responsabilità nel chiarire situazioni delicate. Pertanto il Consiglio federale nel suo rapporto del 18 settembre 2020 «Impedire la violenza nei confronti delle persone anziane» ha deciso di «valutare la possibilità di estendere l’obbligo di avviso ad altre cerchie che sono regolarmente in contatto con le persone anziane nel quadro professionale, analogamente a quanto è stato fatto nell’ambito della protezione dei minori (art. 314d cpv. 1 CC)33». Le valutazioni svolte da allora e i lavori preliminari del gruppo di esperti sul presente progetto hanno confermato che una tale normativa è opportuna, ragione per cui si
33 Cfr. Rapporto CF Violenza anziani, pag. 34.