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Consultazione 2021/36: Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 · 43 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza (bozza) Pagina 13 _____________________________________________________________________________________

ransomware) dove i dati vengono cifrati e dunque resi inutilizzabili. Siffatti attacchi possono in gran parte paralizzare interi sistemi e imprese.

La situazione di minaccia in ambito ciber è influenzata in misura determinante dalla digitalizzazione di processi commerciali e produttivi. Ciò è favorito da nuove tecnologie, quali l’industria 4.0, la domotica digitale o le infrastrutture urbane interconnesse, che beneficeranno di ulteriori opportunità di sviluppo grazie all’introduzione del nuovo standard di telefonia mobile 5G. A ciò si accompagna una maggiore delega di processi, finora controllati dall’uomo, a sistemi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). Sempre più spesso, anche in caso di infrastrutture critiche, le competenze decisionali per processi aventi ripercussioni in parte anche fisiche vengono trasferite a sistemi digitali che prendono autonomamente decisioni di gestione. Il concatenamento di decisioni successive, ognuna basata su quella precedente, si traduce sempre più in processi decisionali complessi eseguiti da sistemi autonomi delle TIC. Tali procedure non sono più necessariamente controllate dal gestore effettivo, ma possono essere esternalizzate a fornitori di servizi esterni.

Costituiscono una componente centrale e critica della digitalizzazione di processi aziendali le soluzioni hardware e software necessarie a tal fine. Nei prossimi anni i Paesi di origine dei produttori continueranno a limitarsi a pochi Stati, in particolare gli Stati Uniti e la Cina. Questi Stati controllano così la catena di fornitura globale delle TIC ed esercitano una grande influenza in organismi internazionali che fissano standard, ad esempio l’Unione internazionale delle telecomunicazioni. In conseguenza di misure di controllo delle esportazioni e di sanzioni adottate dagli Stati Uniti si delinea la formazione di due aree distinte. Nel caso estremo, ciò potrebbe significare che in futuro il nostro Paese dovrebbe limitarsi a collaborare con uno dei due suddetti Paesi e con i suoi partner, con tutte le dipendenze che ne conseguono.

Le forti interdipendenze e dipendenze sistemiche da catene di fornitura sparse a livello mondiale accrescono la vulnerabilità e moltiplicano gli effetti provocati da ciberincidenti. Aumenta così anche il pericolo per le infrastrutture critiche, che possono subire danni anche in caso di ciberincidenti che non puntano direttamente a danneggiarle.

2.3.2 Attività di influenza e disinformazione

Le attività di influenza mirano a manipolare la percezione, il pensiero e l’azione di individui, gruppi e società.

Sono rilevanti in materia di politica di sicurezza le attività di influenza se hanno origine da Stati, sono contrarie al funzionamento di una società e di uno Stato e puntano a minarne l’ordine democratico. Può trattarsi di ritardare processi decisionali, di indirizzare le decisioni nella direzione desiderata o, più in generale, di indebolire la fiducia nei processi democratici e nell’operato statale.

Siffatte attività comprendono l’impiego coordinato di mezzi e metodi legali e illegali, attività nell’ambito della comunicazione, propaganda e disinformazione, operazioni sotto copertura di servizi informazioni e l’esercizio di pressione politica, economica e militare. Ciò distingue le attività di influenza dall’abituale rappresentanza di interessi nell’ambito della diplomazia.