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Consultazione 2021/36: Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 · 43 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza (bozza) Pagina 15 _____________________________________________________________________________________
o di al-Qaeda quali organizzazioni. In generale, questi individui isolati o piccoli gruppi agiscono spontaneamente, senza direttive né sostegno finanziario esterni. Anche gli attacchi complessi di più di ampia portata con esplosivi, semplici agenti chimici quali i gas tossici (es. il cloro) o altre sostanze velenose (es. la ricina) necessitano mezzi e risorse limitati.
In Svizzera persiste la minaccia terroristica con finalità jihadiste. L’ideologia che ha spinto giovani europei a recarsi in Siria è sempre viva e ciò malgrado la disfatta dell’autoproclamato Califfato dell’organizzazione «Stato islamico». Inoltre, i conflitti che hanno causato l’emergere di fazioni jihadiste presumibilmente non troveranno un epilogo a breve. La minaccia di questi attori segnerà quindi durevolmente i prossimi anni. Le persone recatesi all’estero con finalità jihadiste rimangono una minaccia per la sicurezza interna ed esterna del nostro Paese. Il loro possibile ritorno pone le autorità a tutti i livelli di fronte a sfide (questioni giuridiche, d’integrazione e di sicurezza).
La Svizzera dovrebbe continuare a essere un obiettivo secondario per attentati di gruppi jihadisti, a meno che alcune delle sue decisioni politiche siano percepite come ostili ai musulmani o all’Islam. Tuttavia, le organizzazioni internazionali e gli interessi di Paesi stranieri che svolgono un ruolo preponderante nella lotta contro il terrorismo sul palcoscenico internazionale potrebbero essere bersaglio di attacchi sul nostro territorio.
Gli interessi svizzeri all’estero potranno sempre essere il bersaglio delle azioni opportunistiche o imprevedibili di gruppi jihadisti, come ad esempio in Africa settentrionale o nel Sahel. La minaccia jihadista continuerà probabilmente a estendersi e potrà persino colpire Paesi finora risparmiati, come i Paesi del Golfo di Guinea. Considerate le tensioni e i conflitti, ma anche le condizioni economiche e sociali sfavorevoli, i gruppi jihadisti continueranno a rappresentare una minaccia per numerosi Paesi anche nel Vicino e Medio Oriente.
Nonostante questi sviluppi, il nostro territorio continua a essere utilizzato principalmente da gruppi terroristici di ogni estrazione ideologica per svolgervi attività di propaganda, reclutamento, supporto logistico e finanziamento. Le reti di simpatizzanti costituiscono anche un vivaio di candidati per partenze nelle regioni in cui operano questi gruppi.
2.3.4 Estremismo violento
Attualmente, tre ambienti sono considerati dell’estremismo violento: estrema sinistra, estrema destra e causa animalista. Finora, l’uso della violenza in questi tre settori rimane al di sotto del limite del terrorismo.
Gli ambienti di estrema destra e quelli di estrema sinistra potrebbero intensificare l’uso della violenza e svilupparne l’intensità con cui viene messa in atto, trasformandosi così in gruppi terroristici. Se attualmente all’interno di questi gruppi manca la motivazione, sono invece presenti il potenziale di violenza e le conoscenze tattiche e tecniche. Parimenti, gli individui non affiliati a queste strutture, ma che ne condividono le ideologie, hanno le capacità per passare rapidamente all’azione. Sebbene pianifichino e compiano da soli le proprie azioni, sono influenzati da correnti sociali, possono intrattenere contatti con altre persone radicalizzate e scambiare opinioni con altre persone o gruppi estremisti.