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Consultazione 2021/36: Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 · 43 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza (bozza) Pagina 11 _____________________________________________________________________________________
Il modo di procedere della Cina nello Xinjiang e a Hong Kong e la sua politica in relazione alla pandemia hanno provocato reazioni negli Stati Uniti e in molti Stati europei. Nel complesso, le politiche di numerosi Stati occidentali nei confronti del Paese asiatico dovrebbero diventare più critiche. In linea di principio, è da prevedere una combinazione di dialogo e contenimento. Dal punto di vista cinese questi sviluppi dovrebbero essere significativi, per cui è da prevedere una crescente intensità della sua attività di intelligence.
Organizzazioni internazionali e cooperazione
L’annessione della Crimea nel 2014 ha comportato per la NATO sforzi supplementari volti ad aumentare la propria capacità di difesa collettiva. Tra questi, una sua maggiore presenza sul fianco orientale e la reintroduzione di esercitazioni di mobilitazione e di spostamento di truppe a livello di Alleanza. Gli Stati della NATO hanno inoltre adottato misure al fine di potere affrontare meglio, quale Alleanza, dei conflitti ibridi ad esempio identificando i ciberattacchi come possibili fattori scatenanti della difesa collettiva e rafforzando le proprie capacità nella gestione delle crisi. La gestione delle minacce ibride rimane nondimeno una sfida per la NATO, in particolare quanto all’attuazione degli obblighi di assistenza secondo l’articolo 5 del Trattato dell’Atlantico del Nord.
Negli ultimi anni si è inasprita la discussione, che si protrae da decenni, sulla ripartizione degli oneri tra i membri della NATO. Prima della pandemia da COVID-19, molti Stati europei avevano aumentato le proprie spese per la difesa. Non è ancora chiaro se, in seguito alla pandemia, almeno una parte degli Stati della NATO tornerà a ridurre per lo meno temporaneamente i propri bilanci per gli armamenti e la difesa.
Nei prossimi anni la NATO sarà in grado di agire politicamente e militarmente, rimanendo quindi essenziale per la sicurezza dell’Europa, purché gli Stati Uniti non riducano in misura sostanziale il proprio impegno europeo. Continueranno a esistere le linee di frattura tra gli alleati orientali della NATO, che chiedono all’organizzazione di focalizzarsi sulla dissuasione militare della Russia, e gli alleati che si sentono maggiormente minacciati dagli sviluppi sul fianco sud della NATO. Gli interessi turchi nel bacino del Mediterraneo sono parzialmente in conflitto con gli interessi di altri Stati della NATO e anche queste tensioni sono una sfida per la sua capacità d’azione.
Nonostante un tendenziale indebolimento delle organizzazioni internazionali, a livello globale l’ONU, e specialmente il Consiglio di sicurezza, continua a svolgere un ruolo significativo in molte questioni di sicurezza internazionale. Tuttavia, norme, accordi e organizzazioni internazionali vengono regolarmente aggirati e indeboliti da parte di attori statali e non statali. Ciò si evidenzia anche nel controllo degli armamenti e nel rispetto del divieto dell’uso della forza sancito dal diritto internazionale pubblico. Se membri permanenti del Consiglio di sicurezza hanno interessi diretti in una regione in conflitto, è probabile che anche nei prossimi anni gli organismi dell’ONU rimarranno spesso bloccati nella risoluzione del conflitto.
A livello regionale si può citare l’OSCE, l’unica organizzazione per la sicurezza in Europa che comprende la Russia e gli Stati Uniti su un piano di parità e che rimane un forum per dialogare e rafforzare la fiducia. L’OSCE continuerà ad avere difficoltà a raggiungere un consenso su questioni importanti a causa della polarizzazione divenuta più forte.