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Consultazione 2021/36: Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 · 43 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza (bozza) Pagina 17 _____________________________________________________________________________________
sostegno logistico e spionaggio. Anche per i cittadini svizzeri nella zona di crisi vi sarebbe un pericolo. Parimenti, sarebbe probabile che la Svizzera debba affrontare questioni inerenti alla neutralità in relazione all’uso del territorio e dello spazio aereo per il transito militare.
Un attacco armato contro il nostro Paese o altri Paesi europei potrebbe essere condotto anche da fuori dell’Europa su grande distanza. A tal fine entrano in linea di conto in particolare missili balistici, missili da crociera e armi ipersoniche. Al momento, soltanto pochi Stati sono in grado di compiere tali attacchi e da essi non si intravede né si prevede alcuna intenzione in tal senso. Ma la diffusione di tali sistemi d’arma continuerà. Se per i prossimi anni non si considera probabile un attacco alla Svizzera con armi a lunga gittata, la crisi libica del 2008–2010 ha però mostrato come uno Stato possa adottare misure drastiche nei confronti della Svizzera senza grande preavviso. Qualora un attore di questo tipo disponga di armi a lunga gittata, potrebbe minacciare e ricattare il nostro Paese anche con mezzi militari.
2.3.6 Sviluppo e diffusione di sistemi d’arma
Negli ultimi anni il controllo degli armamenti e il disarmo sono stati fortemente indeboliti dalle violazioni di accordi esistenti e soprattutto dalla denuncia di importanti accordi da parte delle grandi potenze1. È possibile, ma per nulla certo, che il cambio di Governo a Washington porterà a un’inversione di tendenza.
Gli arsenali nucleari delle grandi potenze sono stabili dal punto di vista quantitativo, ma da quello qualitativo vengono perfezionati. Incoraggiati dal riaccendersi delle tensioni, sono stati effettuati importanti investimenti nell’ammodernamento degli arsenali o nello sviluppo di nuovi sistemi di lancio. Le armi ipersoniche potrebbero essere particolarmente destabilizzanti. Non esistono difese efficaci contro di esse, sfumano la linea di demarcazione tra armamento nucleare e convenzionale e la loro velocità significa che, per mancanza di tempo, uno Stato deve reagire subito nel caso di un indizio di attacchi con siffatte armi; ciò aumenta il rischio di errori.
Nell’ambito dei missili da crociera è da prevedere un aumento qualitativo del potenziale di minaccia (innanzitutto un miglioramento della capacità di sopravvivenza) e un’ulteriore diffusione di questo tipo di armi. Specialmente la Russia sta sviluppando siffatti sistemi, che potrebbero minacciare anche la Svizzera. La Russia aumenta anche in modo significativo il numero di piattaforme operative per i missili da crociera (sottomarini, navi da combattimento di superficie). Altri Stati acquisiranno missili da crociera, nel cui raggio d’azione si troverà il nostro Paese, ma che saranno equipaggiati in modo convenzionale. Anche alcuni attori non statali dispongono di missili da crociera e di missili balistici, tuttavia soltanto a corta gittata.
Altri Stati acquisiranno la capacità di condurre una guerra interconnessa in aree operative remote. Lo sviluppo necessario a tal fine di sensori e droni efficienti progredisce a livello mondiale.
1 In particolare l’accordo sul nucleare con l’Iran (Joint Comprehensive Plan of Action, JCPoA), il Trattato sulle forze nucleari a medio raggio (Intermediate-Range Nuclear Forces, INF) e il Trattato «Cieli Aperti» ai fini dell’autorizzazione di voli di sorveglianza (Open Skies Treaty).