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Consultazione 2021/36: Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 · 43 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza (bozza) Pagina 16 _____________________________________________________________________________________

Un siffatto evolvere dell’estremismo violento in terrorismo si osserva, ad esempio, in diversi Paesi europei. Gli attacchi di individui isolati di estrema destra diventano sempre più frequenti e i mezzi utilizzati sono assimilabili a mezzi che si possono definire terroristici. Nei prossimi anni la Svizzera rischia di dover affrontare lo stesso fenomeno.

Altri movimenti potrebbero giungere all’uso della violenza al fine di imporre le proprie idee politiche nei prossimi anni. Sostenitori delle ideologie estremiste potrebbero radicalizzarsi se le loro richieste non fossero prese in considerazione nell’ambito del processo politico attuale. Gli effetti della pandemia da COVID-19 potrebbero aggravare tali tendenze.

2.3.5 Conflitto armato

Sempre più spesso nei conflitti si ricorre a mezzi ibridi, ad esempio mediante l’impiego di truppe o di cibermezzi non identificati e disinformazione. Ma rimangono una realtà in Europa anche la minaccia diretta o il ricorso alla violenza armata da parte di attori statali.

Il confronto tra la Russia e gli Stati occidentali non è un fenomeno a breve termine. La Russia e la NATO stanno cercando di evitare un conflitto armato, ma il rischio è aumentato negli ultimi anni. La Russia ha notevolmente rafforzato il proprio potenziale militare e aspira a essere in grado di condurre in Occidente una guerra contro un forte avversario convenzionale. Ciò si riflette anche negli scenari delle grandi esercitazioni strategiche annuali. Anche la NATO e gli Stati europei che non vi aderiscono si orientano di nuovo maggiormente a un conflitto convenzionale.

Un grave caso di crisi al confine orientale della NATO rappresenterebbe una grande sfida per l’Europa e potrebbe causare instabilità politica, economica e sociale, interruzioni delle catene di approvvigionamento e movimenti migratori. Un conflitto tra la NATO e la Russia può però anche scaturire da un’escalation della situazione nella periferia europea e avere le stesse conseguenze. Se un caso di crisi dovesse acuirsi in Europa, la Russia potrebbe ricorrere a mezzi militari per intervenire al confine orientale della NATO. Il ripristino dello status quo ante sarebbe possibile soltanto con un’ulteriore escalation del conflitto.

A breve e medio termine è improbabile una minaccia militare diretta mediante un attacco terrestre contro il nostro Paese. Gli effetti di un simile attacco sarebbero però talmente gravi da non poter essere trascurati. Ma in caso di conflitto armato tra la NATO e la Russia, con il perdurare del conflitto per la Svizzera potrebbe risultare una minaccia diretta qualora una delle parti in conflitto volesse, con mezzi militari, ottenere da essa concessioni economiche, politiche o militari. In tale contesto un avversario potrebbe impiegare, o minacciare di farlo, armi convenzionali impiegabili a distanza (o stand-off weapon), forze per operazioni speciali e cibermezzi contro obiettivi militari e civili nel nostro Paese. In uno scenario di questo tipo, invece, sarebbe improbabile un attacco terrestre diretto contro di esso.

In quanto parte della comunità degli Stati europea, a causa del crescente ricorso alla tipologia «ibrida» di condotta dei conflitti la Svizzera sarebbe tuttavia direttamente coinvolta anche in un conflitto armato all’estero, nel continente europeo o nella sua periferia (pur senza la partecipazione della Russia o della NATO). In ogni caso, in un siffatto scenario vi sarebbe una minaccia per il nostro Paese a causa di ciberattacchi, sabotaggio, disinformazione, sovversione, utilizzo abusivo del territorio svizzero per