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Consultazione 2021/36: Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 · 43 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza (bozza) Pagina 14 _____________________________________________________________________________________
Con l’impiego consapevole e massiccio di informazioni false, poste in un contesto errato o altrimenti manipolate, le attività di influenza si orientano in particolare a società aperte e democratiche, fondate su un’onesta competizione delle idee e su una base fattuale comune.
Considerati i confronti a livello di politica egemonica, la Svizzera deve aspettarsi che aumenti il rischio che la sua società e le sue autorità diventino l’obiettivo di attività di influenza. Quale Stato dell’Europa occidentale e condividendone valori comuni, nonché in virtù della sua forte interconnessione politica ed economica internazionale, il nostro Paese è già oggi indirettamente oggetto di attività generali focalizzate su Stati occidentali. Sussiste inoltre il rischio che il territorio svizzero venga sfruttato come snodo da agenti esercitanti influenza per svolgere o finanziare, a partire da esso, questo tipo di attività contro Stati terzi od organizzazioni internazionali.
Occorre altresì evidenziare il potenziale di minaccia che operazioni di influenza rappresentano per la Svizzera in quanto attore di politica estera e sede di numerose organizzazioni internazionali. In passato, ad esempio, le nostre istituzioni e le organizzazioni internazionali con sede nel nostro Paese sono state il bersaglio di attività di influenza russe. Ciò era connesso a eventi politici e di intelligence che non riguardavano principalmente la Svizzera. Nell’ambito delle ampie attività di influenza nel contesto del tentato omicidio dell’agente russo Sergej Skripal è stato preso di mira il Laboratorio Spiez. Anche organizzazioni sportive internazionali sono state nel mirino delle attività russe.
Finora, in relazione ad attività di influenza, il nostro Paese si è concentrato su Russia e Cina. Con tali attività esse non perseguono i medesimi obiettivi e utilizzano quindi mezzi differenti. È probabile che in futuro anche altri Stati saranno in grado e disposti a svolgere siffatte attività contro la Svizzera e in Svizzera.
2.3.3 Terrorismo
Nel nostro Paese, persone o cellule legate allo «Stato islamico» sono state individuate, e talune condannate, per il loro coinvolgimento in piani per attentati a partire dal nostro territorio. Le indagini delle autorità svizzere hanno dimostrato che Svizzeri recatisi all’estero con finalità jihadiste avrebbero suggerito o addirittura partecipato alla pianificazione di attentati contro infrastrutture situate sul territorio svizzero. D’altra parte, la propaganda dei gruppi jihadisti può ispirare persone a passare all’azione violenta in Svizzera.
Come dimostrato dagli attacchi del 12 settembre 2020 a Morges e del 24 novembre 2020 a Lugano, la minaccia terroristica più probabile nel nostro Paese proviene da attori il cui orientamento violento è radicato tanto in crisi personali o problemi psichici quanto in un’opera di convincimento ideologico. Le persone radicalizzate più suscettibili di commettere attentati sono ispirate dalla propaganda jihadista senza avere necessariamente un contatto diretto con un gruppo o un’organizzazione jihadista. Questo tipo di attacchi rimane una sfida per la sicurezza.
Il ventaglio di possibili attacchi va da quelli semplici, perpetrati da individui o piccoli gruppi isolati, fino a operazioni logistiche complesse (p. es. l’utilizzo di aggressivi chimici, droni). Gli attentati commessi da singoli o piccoli gruppi ispirati al jihadismo e che richiedono pochi mezzi logistici non dipendono dalle capacità dello «Stato islamico»