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Consultazione 2021/36: Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 · 43 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza (bozza) Pagina 5 _____________________________________________________________________________________

Nei prossimi anni progrediranno anche l’apprendimento meccanico e l’automazione, la cosiddetta intelligenza artificiale. I sistemi funzionano così in maniera sempre più indipendente e le macchine possono prendere decisioni senza influenza umana diretta, anche se diventa vieppiù difficile comprenderne appieno i processi decisionali. Le decisioni automatizzate riguardano in misura crescente anche processi critici. La crescente delega di decisioni solleva questioni politiche, giuridiche ed etiche, in particolare in caso di conflitti armati.

Gli Stati possono diventare dipendenti da attori che sono all’avanguardia nello sviluppo di tali tecnologie. In linea di principio, uno scambio quanto più aperto possibile di tecnologie dell’informazione e della comunicazione è vantaggioso poiché così si sostengono la libertà di scelta e la sicurezza. Tuttavia, per ragioni di politica di sicurezza o di politica egemonica, lo scambio aperto può essere limitato o impedito, ad esempio per proteggere infrastrutture, ricerca e sviluppo propri, oppure per negare ai concorrenti l’accesso ai mercati. Ne risultano catene di tecnologie e di fabbricanti i cui prodotti e sistemi sono incompatibili con quelli di altre catene tecnologiche. Ciò potrebbe portare a una frammentazione dello sviluppo tecnologico e addirittura costringere gli Stati a scegliere una determinata catena tecnologica. In ogni caso, è da prevedere una libertà di azione limitata nella scelta e nell’acquisto di nuove tecnologie, come già mostra la discordia sull’utilizzo delle tecnologie cinesi da parte degli Stati occidentali.

2.1.4 Polarizzazione sociale

Rilevante sotto il profilo della politica di sicurezza è altresì il cambiamento in atto dei comportamenti individuali e collettivi. Ne è una caratteristica essenziale il rafforzamento della «identità» al centro dei movimenti politici. Noto anche come «politica identitaria», il fenomeno mette in risalto caratteristiche quali genere, etnia, lingua, origine od orientamento politico. L’identità è percepita come scelta individuale e transfrontaliera. Tale sviluppo promuove la frammentazione sociale e la polarizzazione: mentre determinati gruppi sono favorevoli all’aumento dell’apertura e della diversità della società e chiedono la parità anche per sé stessi o altri gruppi, mentre altri esigono un isolamento e incitano all’odio contro gruppi di popolazione con determinate caratteristiche. Questi gruppi assumono posizioni sempre più inconciliabili tra loro. Alla frammentazione e alla polarizzazione è associato il rischio di radicalizzazione politica e di estremismo violento.

Oggi i social media e i motori di ricerca caratterizzano sempre più il paesaggio delle informazioni. Sono impostati soprattutto come piattaforme per lo scambio di contenuti e rimangono ampiamente privi di supporto redazionale. In tale contesto, la selezione algoritmica personalizzata dei contenuti può comportare che gli utenti di Internet siano esposti quasi soltanto a informazioni corrispondenti alle proprie impostazioni attuali. Ciò favorisce la formazione di cosiddette «bolle di filtraggio». Il comportamento di selezione degli utenti può anche sostenere la formazione di «casse di risonanza» in cui persone con la stessa opinione interagiscono e si radicalizzano nel tempo. L’impatto effettivo di entrambi i meccanismi è però inferiore a quanto talvolta supposto; la grande maggioranza continua a utilizzare i media tradizionali quali fonte d’informazione e aderisce a reti di social media con molteplici opinioni. Tuttavia, ai margini politici possono senz’altro formarsi casse di risonanza.