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Consultazione 2021/36: Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 · 43 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza (bozza) Pagina 7 _____________________________________________________________________________________

I moderni mezzi di svolgimento dei conflitti minano le strategie di dissuasione. Quest’ultima si basa sul fatto di comunicare credibilmente a un avversario che gli si può infliggere un danno che questi non è disposto a sopportare. Se però un attacco viene condotto sotto la soglia di un conflitto armato del quale non si possono provare gli autori in modo definitivo e, a seguito di disinformazione, la popolazione si distanzia in parte dal proprio Stato, la dissuasione risulta ampiamente inefficace. La dissuasione militare è pertanto integrata da una combinazione di strumenti civili per la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della resilienza della società e dello Stato nei confronti degli attacchi ibridi.

Cambiamenti significativi nelle tendenze globali in materia di politica di sicurezza

La politica di sicurezza internazionale è caratterizzata dalla concorrenza tra le grandi potenze. Quest’ultima si esprime in una lotta per le sfere d’influenza ed è rafforzata dal progresso tecnologico; in particolare nel settore tecnologico ne risulta una concorrenza sistemica tra differenti modelli economici e di sviluppo. Assieme all’interconnessione globale, detto progresso genera inoltre nuovi attori rilevanti sotto il profilo della politica di sicurezza, ad esempio imprese tecnologiche globali. Si constata altresì una maggiore polarizzazione di società che può manifestarsi come estremismo. Il carattere dei conflitti si è ulteriormente evoluto nella direzione delineata nel Rapporto sulla politica di sicurezza del 2016. L’importanza di cibermezzi e mezzi d’informazione continua a crescere, al fine di svolgere i conflitti il più possibile sotto copertura, ma le capacità convenzionali delle forze armate rivestono ancora un ruolo importante. La classica dissuasione da sola è diventata in gran parte inefficace; è necessaria l’interazione tra mezzi civili e militari e una resilienza rafforzata.

2.2 Contesto rilevante in materia di politica di sicurezza della Svizzera

Negli ultimi anni è ulteriormente mutato il contesto rilevante in materia di politica di sicurezza del nostro Paese: la concorrenza tra grandi potenze e potenze regionali emergenti è aumentata, la capacità di agire dell’UE e della NATO è messa alla prova, l’instabilità alla periferia dell’Europa si è accentuata. Nel contempo, le organizzazioni internazionali spesso sono bloccate in dossier significativi sotto il profilo della sicurezza.

Come dimostrano le iniziative nazionali isolate o le coalizioni ad hoc, è diminuita la volontà di alcuni Stati, anche europei, di impegnarsi insieme a favore della sicurezza. Taluni Stati europei e gli Stati Uniti sono inoltre confrontati con tensioni sociali, economiche e politiche interne che potrebbero sfociare in scontri violenti e assorbire perciò in larga misura l’attenzione dei decisori. Nel complesso, l’effetto protettivo del contesto geografico e politico della Svizzera diminuisce in quanto è diventato più instabile e anche eventi remoti possono toccare in modo rapido e diretto la sua sicurezza.

L’Europa centrale e occidentale si mostra relativamente stabile e a prova di crisi. Nonostante la Brexit e varie crisi, l’integrazione politica ed economica tra gli Stati di questa regione non potrebbe essere sostanzialmente messa in discussione.

Tra le più grandi economie del mondo nonché attore a orientamento globale, l’UE ha il potenziale per affermarsi nei confronti di grandi potenze quali Cina e Stati Uniti, ma molto dipende dalla sua coesione interna. Rimane difficile trovare il consenso nel posizionarsi a livello di politica estera. Se in quanto maggiore donatore mondiale di aiuti