Rapporto esplicativo

Consultazione 2021/4: Armonizzazione delle pene e adeguamento del diritto penale accessorio alla nuova disciplina delle sanzioni. Oggetto 3: Legge federale sulla revisione del diritto penale in materia sessuale · 80 pagine

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venir meno per il fatto che la querela non sia stata sporta per tempo o che il reato sia caduto in prescrizione.

3.4.2 Argomenti favorevoli a una riforma

Nel novembre 2019 Amnesty International ha presentato alla responsabile del DFGP una petizione intitolata «Giustizia per le vittime di violenza sessuale», con la quale chiedeva fra l’altro di modificare il Codice penale in modo tale che tutti gli atti sessuali compiuti senza consenso possano essere puniti adeguatamente (soluzione «Solo se ha detto “SI”!»). La petizione è stata firmata da 37 organizzazioni e quasi 37 000 persone34.

Alla petizione di Amnesty International hanno aderito 22 professori di diritto penale, i quali hanno dichiarato che gli atti sessuali non consensuali dovrebbero poter essere puniti indipendentemente dal genere della vittima e che segnatamente il rapporto sessuale senza consenso dovrebbe essere punito come violenza carnale. La riforma da essi sostenuta, hanno affermato, lascia del tutto impregiudicata la presunzione d’innocenza e non comporta alcuna inversione dell’onere della prova35.

Nel giugno 2020, infine, Amnesty International e più di altre 50 organizzazioni e 130 personalità del mondo della giustizia, della politica e della cultura hanno lanciato l’appello nazionale «per un diritto penale in materia di reati contro l’integrità sessuale al passo con i tempi», invitando a procedere rapidamente a una riforma di legge esaustiva in Svizzera che garantisca una migliore protezione dalla violenza sessuale.

I promotori dell’appello hanno spiegato che oggi la fattispecie penale della violenza carnale è fondata su un reato sessuale stereotipato che non corrisponde alla realtà di un’aggressione sessuale. Con questo reato stereotipato si parte dall’idea che l’aggressore sia una persona sconosciuta che aggredisce violentemente la vittima e lascia delle tracce. La vittima stereotipica si difende, presenta tracce di ferite e sporge immediatamente denuncia. La realtà è diversa: nella maggior parte dei casi la vittima conosce il proprio aggressore e le due persone sono legate da un rapporto di fiducia. Quindi le aggressioni avvengono in momenti inizialmente innocenti. Inoltre, la reazione naturale delle vittime è uno stato di choc o una paralisi (il cosiddetto «freezing»). Solo in rari casi la donna oppone resistenza fisica. Il diritto vigente, che presuppone un mezzo di coazione, non rispecchia la realtà della maggior parte delle aggressioni. La maggior parte degli autori non ha bisogno di ricorrere alla forza poiché approfitta dello stato d’ansia della vittima e del loro rapporto di fiducia.

Nell’appello si evidenzia inoltre che la riforma proposta non porterà a un’inversione dell’onere della prova. La presunzione d’innocenza non sarà messa in discussione. Spetterà sempre al pubblico ministero dimostrare che l’accusato ha agito senza il consenso della vittima. E il principio secondo cui ogni persona è ritenuta innocente

34 stopp-sexuelle-gewalt.amnesty.ch.

35 «Übergriffe angemessen bestrafen», Der Bund del 3 giugno 2019.