Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/61: Modifica dell’ordinanza sui diritti politici (ODP) e dell’ordinanza della CaF concernente il voto elettronico (OVE) · 30 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 10Fedlex · Rapporto sui risultati
essere evitata con il voto elettronico e i costi delle elezioni e votazioni non possono essere ridotti. Il PPS chiede che il voto elettronico venga sospeso.
A causa delle preoccupazioni legate alla sicurezza, i partiti chiedono in particolare un’ulteriore limitazione dell’elettorato ammesso. I Verdi e l’UDC chiedono che la fase sperimentale sia limitata agli Svizzeri all'estero aventi diritto di voto e alle persone con disabilità. Per I Verdi, tutti gli elettori svizzeri all’estero dovrebbero avere accesso al voto elettronico, indipendentemente dal loro Cantone d’origine o da quello in cui risiedevano precedentemente (creazione di un collegio elettorale virtuale). Inoltre, I Verdi ritengono che un piccolo numero di aventi diritto di voto in Svizzera potrebbe essere ammesso senza criteri di ammissione specifici, allo scopo di preservare il segreto del voto dell’elettorato e di acquisire esperienze. A tal fine dovrebbero tuttavia essere applicati limiti significativamente più bassi di quelli del 30 e del 10 per cento. Il numero di elettori ammessi dovrebbe essere aumentato soltanto se la soluzione si rivela efficace.
L’UDC afferma inoltre che la disposizione concernente la verifica periodica dell’entità dei limiti da parte della Cancelleria federale non deve far sì che la fase sperimentale sia estesa fino a divenire un esercizio ordinario.
Il PPS chiede che sia fissato un limite non superiore alla differenza massima di voti di tutte le votazioni degli ultimi dieci anni per zona. Attualmente si tratterebbe di un limite dello 0,08 per cento dell’elettorato nazionale.
I Verdi e il PPS chiedono che i sistemi siano pubblicati con una licenza open source. I Verdi sono favorevoli al fatto che sia la Confederazione stessa a commissionare la verifica. A questo riguardo occorre porre requisiti elevati all’indipendenza degli esperti e i loro nomi devono essere pubblicati. Va inoltre considerato che la tipografia rischia di diventare «l’anello più debole» per gli attacchi. I requisiti posti alle tipografie devono quindi essere costantemente sviluppati e verificati. Il coinvolgimento del mondo della scienza è accolto con favore e va promosso attraverso programmi appropriati. Anche il PPS chiede che gli esperti indipendenti non siano scelti in modo selettivo, che possano pubblicare i loro risultati senza restrizioni e che le loro raccomandazioni siano applicate in modo rigoroso. Esige anche che le possibilità di verifica da parte del pubblico siano più aperte e illimitate (p. es. attacchi di negazione del servizio [denial of service] e attacchi di ingegneria sociale [social engineering]). I processi delle autorità devono essere accessibili a tutti gli aventi diritto di voto, non solo a un campione rappresentativo. Non vi è inoltre alcuna regolamentazione su come le autorità debbano comportarsi qualora durante o dopo uno scrutinio si trovassero errori o la verifica fallisse. Nel complesso I Verdi preferirebbero che lo Stato si assumesse ancora più responsabilità. Per esempio, lo sviluppo del sistema dovrebbe essere di responsabilità della Confederazione e dei Cantoni e non lasciato a fornitori privati con interessi commerciali. In tale contesto possono cooperare con il settore privato e con la comunità scientifica entro i limiti di incarichi e mandati definiti. Per la fase sperimentale si dovrebbero inoltre stabilire chiari criteri di successo e fallimento.
I Verdi e il PPS criticano anche il fatto che il voto elettronico venga portato avanti con un grande impiego di risorse e chiedono che ci si concentri su altri progetti di digitalizzazione (I Verdi propongono la raccolta elettronica delle firme, strumenti di democrazia di quartiere e procedure di consultazione svolte per via elettronica).
3.1.4 Organizzazioni
Favorevoli (con proposte di adeguamento)
Il parere della CCS è praticamente identico a quelli dei Cantoni GR, SG e TG (cfr. le osservazioni al
n. 3.1.2). Infatti, anche la CCS è convinta dei vantaggi del voto elettronico e accoglie con favore il progetto, che crea le condizioni per una ripresa delle prove. La CCS afferma inoltre che i principi perseguiti con il voto elettronico (p. es. la collaborazione con il mondo della scienza, lo sviluppo di nuove tecnologie della sicurezza, il dialogo con il pubblico) offrirebbero preziose esperienze per ulteriori progetti di governo elettronico. Per questo motivo il voto elettronico deve essere considerato alla stregua di un progetto strategico di governo elettronico e deve essere portato avanti e sostenuto finanziariamente nel quadro dell’Amministrazione digitale Svizzera. Dal punto di vista della CCS le condizioni quadro sono cambiate fondamentalmente ora che è disponibile un solo fornitore di sistema e che la Confederazione