Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/61: Modifica dell’ordinanza sui diritti politici (ODP) e dell’ordinanza della CaF concernente il voto elettronico (OVE) · 30 pagine
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Privatim afferma che garantire l’integrità delle elezioni e votazioni per via elettronica è essenziale per la fiducia della popolazione in questa modalità di voto. Accoglie con favore l’obiettivo e l’orientamento della riorganizzazione della fase sperimentale; in particolare la divulgazione di informazioni sul sistema e sull’esercizio rappresenta una buona occasione per aumentare la sicurezza e quindi creare trasparenza e fiducia. Privatim evidenzia tuttavia rischi di manipolazione nel voto elettronico che non possono essere stimati e dominati. La riorganizzazione proposta può portare a un miglioramento temporaneo della sicurezza dell’informazione, ma è discutibile che i requisiti possano essere attuati in quanto tali nei Cantoni. Né l’acquisto e la verifica di numerosi sistemi né la concentrazione su pochi fornitori di sistema sono considerati sensati. Questa problematica va presa in considerazione.
La SATW accoglie con favore l’orientamento generale della riorganizzazione; in particolare approva il fatto che l’accettazione e le tecnologie siano testate in un ambiente circoscritto per acquisire esperienze. Le prove devono dapprima essere rese possibili per gli Svizzeri all’estero aventi diritto di voto. A singoli scrutini possono inoltre essere ammessi anche aventi diritto di voto domiciliati in Svizzera, se si possono identificare valori statistici erratici e se il voto elettronico viene utilizzato soltanto per oggetti comunali o cantonali e per oggetti federali con un impatto limitato. La SATW afferma criticamente che il voto elettronico non è essenziale per il funzionamento della democrazia e che l’attenzione dovrebbe essere rivolta a progetti più importanti e più utili. Formula ulteriori raccomandazioni, ad esempio che il voto elettronico sia introdotto per gradi al fine di evitare rischi inaccettabili. Complessivamente i rischi e i benefici devono sempre essere ponderati e in caso di dubbio si deve agire riducendo i rischi al minimo. Nella fase sperimentale l’accento deve inoltre essere posto sulla trasparenza e sulla facile verificabilità per i non esperti e occorre impostare e verificare una sicurezza integrale dei sistemi da un punto di vista moderno. Occorre infine coltivare una stretta cooperazione internazionale e si deve evitare che il processo di formazione delle opinioni perda importanza solo perché il voto per via elettronica è più facile e veloce.
Contrari
Per CH++ non è data in modo sufficiente la base necessaria per una continuazione della fase sperimentale. Tenuto conto dei rischi di manipolazione, prima di riprendere le prove occorrerebbe realizzare un ampio programma di ricerca e sviluppo. Questo è l’unico modo di affrontare le sfide per ottenere un voto elettronico affidabile. Nel complesso CH++ suggerisce che per l’ulteriore sviluppo della democrazia diretta ci si concentri dapprima su ambiti con un migliore rapporto tra rischi e benefici (p. es. la raccolta elettronica delle firme, petizioni elettroniche, consultazioni elettroniche). Riguardo al progetto CH++ formula le seguenti richieste: per la fase sperimentale devono essere definiti chiari criteri di successo e di fallimento, i sistemi devono essere pubblicati con una licenza open source e occorre trovare una soluzione per includere tutti gli Svizzeri all’estero aventi diritto di voto, indipendentemente dal loro Cantone d’origine o da quello in cui risiedevano precedentemente (creazione di un collegio elettorale virtuale). CH++ accoglie con favore le nuove competenze della Confederazione nella verifica dei sistemi, ma preferirebbe che lo sviluppo e l’esercizio dei sistemi rientrassero interamente nella responsabilità della Confederazione e dei Cantoni.
La Digitale Gesellschaft e l’Associazione Moratoria sul voto elettronico rifiutano il voto elettronico e il progetto presentato. Vedono in particolare forti rischi di manipolazione, mancanza di fiducia e deficit nel garantire la sicurezza, la comprensibilità e la tracciabilità per la popolazione e nell’attuare una sufficiente verificabilità in condizioni che tutelino il segreto del voto. Rispetto al voto per corrispondenza, il voto elettronico presenta rischi più elevati ma non offre quasi nessun beneficio aggiuntivo – nemmeno per specifici gruppi target o per aumentare la partecipazione degli elettori – e comporta costi elevati. Per quanto riguarda il progetto la Digitale Gesellschaft chiede in particolare che i sistemi siano pubblicati con una licenza open source, che gli attacchi di negazione del servizio (denial of service) siano verificati e i loro risultati siano pubblicati, e che la Confederazione e i Cantoni si assumano una maggiore responsabilità per lo sviluppo del sistema, poiché questo non dovrebbe dipendere dagli interessi commerciali di fornitori privati. La Digitale Gesellschaft e l’Associazione Moratoria sul voto elettronico riconoscono in parte la qualità della regolamentazione del voto elettronico, ma l’Associazione Moratoria sul voto elettronico ritiene che la stessa non possa essere attuata perché sarebbero necessarie troppe risorse e know how. La Digitale Gesellschaft chiede che siano coinvolte più organizzazioni con competenze tecniche e che le loro raccomandazioni siano prese in considerazione in modo rigoroso. Secondo la Digitale