Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/83: Approvazione e trasposizione nel diritto svizzero degli scambi di note tra la Svizzera e l’UE concernente il recepimento dei regolamenti (UE) 2021/1133 e (UE) 2021/1134 ai fini della riforma del sistema di informazione visti e della definizione delle condizioni di accesso agli altri sistemi di informazione dell’UE ai fini del VIS (sviluppi dell’acquis di Schengen) e sulla modifica della legge sugli stranieri e la loro integrazione · 10 pagine
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Costi di progetto
PLR vede con occhio critico l'esplosione dei costi legata allo sviluppo del regolamento VIS: ricorda la linea di credito di 5,9 milioni di franchi approvata nel quadro del credito d'impegno 2018–2021 (CI III) per l'attuazione degli accordi di associazione a Schengen/Dublino nella Segreteria di Stato della migrazione, attirando l'attenzione sulle stime attuali citate nel rapporto esplicativo (pag. 36), che invece indicano costi per un ammontare di 18 milioni di franchi. Ritiene che il rapporto non illustri a sufficienza i motivi che hanno portato alla triplicazione dei costi.
Interoperabilità
SO si dice favorevole al progetto, considerandolo un perfezionamento della soluzione tecnica per il rilascio dei visti: interconnettere i sistemi permette di meglio identificare e controllare l'immagine del viso e le impronte digitali di cittadini di Stati terzi soggetti all'obbligo del visto, nonché di agevolare e semplificare i processi alle frontiere esterne Schengen, ossia all'aeroporto di Grenchen nel caso di SO.
Centre Patronal si dice favorevole al recepimento delle modifiche da parte della Svizzera – pur deplorando il potenziamento e la crescente complessità dei numerosi sistemi d'informazione dell'UE, che talvolta danno l'impressione di un mostro informatico e burocratico difficile da controllare. Riterrebbe inoltre auspicabile un rapporto tecnico e politico redatto dalla Confederazione sull'efficacia dell'impiego di questi sistemi multipli.
Stando all'aeroporto di Ginevra, la riforma del sistema di informazione VIS e l'interoperabilità del sistema ETIAS dovrebbero contribuire a semplificare i controlli di passeggeri provenienti da Stati terzi.
Per yes, la massima priorità consiste nell'integrazione completa ed efficiente della Svizzera nello spazio Schengen; ritiene inoltre inderogabile la compatibilità tecnica dei sistemi d'informazione UE per la politica dei visti comune degli Stati Schengen.
Secondo DJS e sosf, il solo fatto di creare ETIAS e di collegarlo con il VIS, consentendo l'accesso al CIR, evidenzia l'insaziabile appetito di dati della burocrazia Schengen.
Diritti fondamentali
DJS e sosf respingono l'intero progetto, ritenendolo un'enorme minaccia per il libero esercizio dei diritti fondamentali democratici: l'esecutivo otterrebbe il monopolio del potere se tutti i dati personali, comprese foto e registrazioni audio – che stuzzicano l'interesse dei servizi segreti, dei corpi di polizia, delle autorità inquirenti e della giustizia penale, nonché delle autorità di frontiera e d'asilo – fossero salvati per sempre e quindi consultabili in ogni momento in modalità «interoperativa»; su tali dati si fonderebbero quindi le decisioni amministrative in materia di soggiorno e di fine del soggiorno in tutto lo spazio Schengen. DJS e sosf sono in particolare contrari al rilevamento dattiloscopico dei bambini a partire dai sei anni, come pure alla registrazione e al controllo di tutti i cittadini di Stati terzi, compresi quelli che vogliono soggiornare a lungo nello spazio Schengen.
AsyLex fa notare che si sta per creare uno strumento di sorveglianza di massa, fortemente discriminatorio per i cittadini di Stati terzi e pericoloso per i diritti fondamentali e umani in quanto ora s'intende usare il sistema anche per rinvii veloci.
Commenti alle modifiche della LStrI
Passaggio di confine e controlli al confine (art. 7 cpv. 3 LStrI)
Per GE andrebbe garantito che i divieti d'entrata emanati dall'UDSC indichino correttamente i mezzi di ricorso e in particolare l'autorità di ricorso. Segnala che in passato il Cantone si era trovato in difficoltà a causa di decisioni di allontanamento dell'UDSC che non menzionavano la competente autorità di ricorso: vari giudici si erano quindi dichiarati incompetenti prima che