Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/2: Legge federale sull’infrastruttura di dati sulla mobilità · 55 pagine

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tutti i vettori di trasporto e agendo su una base oggettiva, definita e curata dallo Stato al di fuori di qualsiasi valutazione economica. L’amministrazione pubblica non dispone quindi di soluzioni al passo con i tempi per pianificare e orientare adeguatamente, sulla base di dati oggettivi, la mobilità che si svolgerà sulla sua infrastruttura fisica. Per contro, la disponibilità di dati pubblici su larga scala, armonizzati e di alta qualità sulle infrastrutture statali dei trasporti e sul loro esercizio attraverso la MODI può contribuire in modo significativo alla mobilità sostenibile e quindi all’utilizzazione integrata del sistema di trasporto.

Per quanto riguarda lo scambio di dati sulla mobilità e l’interconnessione delle offerte di mobilità, si potrebbe sostenere che spetta a ciascun operatore provvedere da sé all’approntamento o all’utilizzazione in forma adeguata dei dati sulla mobilità necessari (tra cui offerta, disponibilità e prezzo). Tuttavia, in questo settore si osserva una disfunzione del mercato. Già in occasione dell’avamprogetto sui servizi di mobilità multimodale posto in consultazione il 7 dicembre 2018 si prevedeva la possibilità per la Confederazione di sostenere in modo mirato, se del caso, infrastrutture di dati e di distribuzione, laddove sia evidente che gli interessi dell’economia privata non producono alcuna soluzione o che un simile intervento si renda necessario per abbattere barriere di mercato. La proposta ha ricevuto ampio sostegno durante la consultazione (cfr. n. 2.2). Conoscenze acquisite nel frattempo (cfr. n. 1.1.4 e 1.1.5) confermano che non ci si può aspettare che i privati creino corrispondenti infrastrutture di dati digitali senza subordinare l’utilizzazione di dati sulla mobilità a interessi commerciali. L’ente pubblico non ha alcun interesse a uno sfruttamento prettamente commerciale dei dati sulla mobilità. Il sistema di trasporto deve essere utilizzato conformemente agli obiettivi politici in materia di trasporti, energia, pianificazione del territorio e ambiente. Un’inattività dello Stato comporta il rischio che singole imprese o piattaforme sviluppino un forte potere di mercato. In particolare, una piattaforma di intermediazione della mobilità potrebbe instaurare un monopolio grazie alla sua utilizzazione esclusiva dei dati, con ripercussioni rilevanti sul sistema di trasporto. Per questo motivo si deve creare con la NADIM una base di dati neutrale e affidabile, accessibile a tutti gli attori, che contrasti tali monopoli e consenta un’organizzazione della mobilità orientata alle esigenze della popolazione attraverso app fondate su di essa.

Obbligo legale per tutti i fornitori di mobilità di aprire i sistemi di distribuzione / creare interfacce

Un obbligo legale di creare interfacce o consentire l’accesso ai sistemi di distribuzione di tutti i fornitori di mobilità (cfr. anche n. 3.1 sugli sviluppi all’estero) agisce solo su una parte del problema e non è adeguato per la Svizzera. Imporre a tutti i fornitori di mobilità l’obbligo di mettere a disposizione i propri dati sull’esercizio e sulla distribuzione va contro l’ordinamento economico liberale della Svizzera e costituirebbe un’interferenza sproporzionata con la libertà d’industria. La partecipazione alla NADIM è facoltativa ma incentivata da soluzioni in linea con le esigenze per un’interconnessione più semplice (interfaccia unica, migliore visibilità) e, se opportuno, da assistenza specialistica e sostegno finanziario per le imprese.

1.3 Rapporto con il programma di legislatura e il piano finanziario, nonché con le strategie del Consiglio federale

Il progetto non è annunciato né nel messaggio del 29 gennaio 20207 sul programma di legislatura 2019–2023 né nel decreto federale del 21 settembre 20208 sul programma di legislatura 2019–2023. L’emanazione della legge è tuttavia indicata al fine di adempiere il mandato costituzionale secondo cui tutte le disposizioni importanti che contengono norme di diritto devono essere emanate sotto forma di legge federale.

Il progetto è correlato a varie strategie del Consiglio federale (cfr. n. 4.1.12.2), nello specifico:

- la strategia «Svizzera digitale», aggiornata dal Consiglio federale l’11 settembre 2020, che definisce le linee guida per la politica digitale della Confederazione, propone l’obiettivo di una mobilità svizzera intelligente, interconnessa ed efficiente in tutti i settori e afferma anche l’essenzialità dello scambio di dati sulla mobilità e delle infrastrutture corrispondenti;

- la strategia «Geoinformazione Svizzera» dell’11 dicembre 2020, che mira a rendere accessibili informazioni attendibili, dettagliate, aggiornate e interoperabili in collaborazione con tutte le parti coinvolte;

- la «Strategia sul libero accesso ai dati pubblici in Svizzera 2019–2023» del 30 novembre 2018, con la quale si intendono mettere a disposizione della collettività dati pubblici aperti e liberamente utilizzabili sul portale opendata.swiss, e con la quale anche i dati esistenti (p. es. i dati dei Cantoni, dei Comuni, delle città o delle aziende parastatali) devono essere resi gradualmente disponibili come dati pubblici aperti.

1.4 Interventi parlamentari

Il presente progetto non è stato redatto in risposta ad alcun intervento parlamentare.

2 Procedura preliminare

2.1 Lavori nel quadro del programma di utilizzazione di dati per un sistema di mobilità efficiente

Nell’ambito dell’ampio lavoro svolto per il programma (precedentemente denominato «piani di misure per la mobilità multimodale»), dal 2017 sono stati prodotti risultati essenziali per il progetto in esame (cfr. n. 1.1.3.2).

2.2 Procedura di consultazione 2018/19 sull’adeguamento della legge sul trasporto di viaggiatori nell’ambito dei servizi di mobilità multimodale

La consultazione sui servizi di mobilità multimodale 2018/199 ha confermato la necessità di agire nel settore dei dati sulla mobilità

7 FF 2020 1565

8 FF 2020 7365 lex.data.admin.ch/eli/dl/proj/6018/89/cons_1