Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/2: Legge federale sull’infrastruttura di dati sulla mobilità · 55 pagine

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La consultazione riguardava disposizioni generali della LTV relative alla promozione delle offerte di mobilità multimodale in collegamento con i TP, una regolamentazione settoriale dell’accesso alla distribuzione nei TP e la questione della necessità di agire in merito all’accessibilità e allo scambio di dati sulla mobilità.

Una grande maggioranza, circa tre quarti dei partecipanti, ha condiviso l’orientamento del progetto confermando che le offerte di mobilità multimodale racchiudono potenziale per un sistema globale dei trasporti più efficiente e devono quindi essere promosse. Risulta ampiamente incontestata l’importanza del ruolo dei TP in questo contesto. Singoli pareri hanno chiesto di focalizzarsi ulteriormente su una mobilità rispettosa dell’ambiente e di realizzare offerte conformi allo stato attuale della tecnica.

È emersa la necessità di agire in particolare per quanto riguarda l’accessibilità e lo scambio di dati e sistemi di distribuzione. Una netta maggioranza ha approvato in questo senso il sostegno della Confederazione alla realizzazione di infrastrutture per i dati e per la distribuzione. Un ruolo forte della Confederazione è stato richiesto da numerosi partecipanti alla consultazione, alcuni dei quali si spingerebbero fino all’istituzione di un servizio universale.

La maggioranza si è espressa a favore, in toto o in parte, di una regolamentazione settoriale nella LTV per un accesso controllato all’infrastruttura di distribuzione nei TP. La regolamentazione nella LTV dell’apertura della distribuzione nei TP è stata respinta da circa un quarto dei partecipanti, in primo luogo dal settore dei TP e dai Cantoni di Zurigo e Vaud. La motivazione addotta è che il settore apre volontariamente la distribuzione ai terzi e, quindi, che non sia appropriata un’apposita disposizione nella LTV. L’obiettivo a lungo termine dell’apertura dei sistemi di distribuzione di tutti i fornitori di mobilità è stato approvato da circa la metà dei partecipanti.

Il 1° luglio 2020, il Consiglio federale ha preso atto dei risultati e stabilito i passi successivi in vista del presente progetto (cfr.

n. 1.1.3.1). Varie modifiche della LTV specifiche per i TP contenute nell’avamprogetto posto in consultazione il 7 dicembre 2018, relative al trattamento dei dati da parte delle imprese dei TP e alla gestione di un’infrastruttura di distribuzione comune per le imprese dei TP, sono state attuate nel quadro del messaggio concernente la modifica della legge federale sul trasporto di viaggiatori (Riforma del traffico regionale viaggiatori e della presentazione dei conti) del 4 giugno 202110.

3 Diritto comparato, in particolare rapporto con il diritto europeo

3.1 Normative/esperienze negli altri Paesi europei e loro rilevanza per la Svizzera

Gli sviluppi all’estero dimostrano che il tema dell’interconnessione di dati e offerte sulla mobilità e della mobilità multimodale sta acquisendo sempre maggiore rilevanza e deve essere promosso per quanto concerne il sistema globale dei trasporti.

L’UE e diversi Paesi europei stanno modificando le loro condizioni generali

Sul piano internazionale lo sfruttamento del potenziale offerto dalle soluzioni di mobilità multimodale viene considerato prioritario.

L’Unione europea persegue l’obiettivo di una mobilità multimodale, porta a porta e senza soluzione di continuità. A questo scopo, sarà realizzato un sistema di trasporto intelligente con informazioni multimodali e possibilità di prenotazione con pagamento online11. La base legale è costituita dalla direttiva 2010/40/UE12. Questo testo definisce come misure prioritarie, tra l’altro, la predisposizione in tutto il territorio dell’Unione europea di servizi di informazione sulla mobilità e di servizi di informazione sul traffico in tempo reale. Nel 2017 la direttiva 2010/40/UE è stata ampliata con il regolamento delegato (UE) 2017/192613, che prevede la realizzazione graduale dell’accesso alle informazioni sulla mobilità per i TP, il TMP e tutti gli altri fornitori di mobilità. Con un approccio graduale e in forma standardizzata i dati statici e dinamici saranno resi accessibili in punti di accesso nazionali («National Access Points», NAP). Gli Stati non sono obbligati dalla direttiva a introdurre tali sistemi, ma se lo fanno devono rispettare gli standard prestabiliti. (Per maggiori informazioni sul diritto dell’UE cfr. n. 3.2). A partire dal 2023 ogni Paese deve istituire un NAP, segnatamente per le informazioni concernenti il traffico stradale e i TP. Tra l’altro, la Commissione europea ha stabilito prescrizioni minime e un calendario per le imprese ferroviarie. Se entro il 2022 le imprese non avranno compiuto alcun progresso sostanziale, allora la materia andrà regolamentata. Gli accordi bilaterali della Svizzera con l’UE non richiedono il recepimento di tali basi giuridiche UE. Le specifiche corrispondenti vanno tuttavia prese in considerazione in modo da garantire l’interoperabilità della MODI svizzera con le infrastrutture di dati di altri Paesi e la cooperazione con l’Unione europea e i suoi Stati membri.

Con le sue iniziative riguardanti la MaaS la Finlandia persegue un approccio di tipo liberale. Nel luglio 2018 è entrata in vigore un’apposita revisione della legislazione sui trasporti14, con l’obiettivo di approntare i dati sulla mobilità e aprire i sistemi di distribuzione per creare condizioni generali favorevoli all’istituzione di nuovi servizi per la mobilità. Al contempo è stato liberalizzato il trasporto di viaggiatori, compresi i servizi dei TP e di taxi. Fino alla data attuale, ciò ha portato alla comparsa di un fornitore di mobilità multimodale, «Whim» di MaaS Global, a Helsinki e in alcuni altri centri.

In Francia il governo ha adottato il 20 dicembre 2019 la «Loi d’Orientation des Mobilités», con cui attribuisce alle autorità competenti per l’organizzazione della mobilità il compito di rendere disponibile per gli utenti, entro la fine del 2021, un servizio sulla mobilità in grado di fornire e combinare informazioni su tutti i vettori di trasporto, formando catene di trasporto intermodali. Le regioni adottano approcci molto diversi: alcune si rivolgono alle imprese dei TP, altre indicono pubbliche gare. È ancora troppo presto per stimare vantaggi e svantaggi dei diversi approcci per lo sviluppo di servizi di mobilità multimodale.

Altri Paesi, come ad esempio l’Austria, promuovono la mobilità multimodale principalmente attraverso misure di sensibilizzazione, coordinamento e sostegno attivo allo sviluppo di applicazioni. In Austria dal 2019 si è assistito, con il nuovo governo, a una svolta

10 FF 2021 1485

11 Risoluzione del Parlamento europeo del 7 luglio 2015 sull’emissione di biglietti multimodali integrati in Europa (2014/2244(INI)), GU C 265 dell’11.8.2017, pag. 2

12 Direttiva 2010/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 luglio 2010, sul quadro generale per la diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti nel settore del trasporto stradale e nelle interfacce con altri modi di trasporto, versione della GU L 207 del 6.8.2010, pag. 1

13 Regolamento delegato (UE) 2017/1926 della Commissione, del 31 maggio 2017, che integra la direttiva 2010/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la predisposizione in tutto il territorio dell’Unione europea di servizi di informazione sulla mobilità multimodale, versione della GU L 272 del 21.10.2017, pag. 1

14 https://www.lvm.fi/-/act-on-transport-services-955864