Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/2: Legge federale sull’infrastruttura di dati sulla mobilità · 55 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 16Fedlex · Rapporto esplicativo

4 Punti essenziali del progetto

4.1 La normativa proposta

4.1.1 Compito statale nel settore dei dati sulla mobilità

Gli approfonditi accertamenti sul tema dei dati come infrastruttura nel settore della mobilità22 hanno portato alla conclusione, sulla base degli argomenti enumerati di seguito, che la gestione della MODI deve configurarsi come compito statale a lungo termine.

I dati sulla mobilità come infrastruttura rilevante nel sistema di mobilità

Come indicato al numero 1.1.4, i dati sulla mobilità vanno visti come un’infrastruttura senza la quale un sistema di mobilità non funziona in maniera efficiente. La pratica dimostra che è lo Stato, in genere, a predisporre i beni infrastrutturali – un’attività che non può essere lasciata agli operatori del mercato in ragione delle frequenti disfunzioni constatate, riconducibili a esternalità positive e monopoli. Un’infrastruttura di dati statale rimuove gli ostacoli all’ingresso sul mercato derivanti, ad esempio, da elevati costi fissi o da un accesso insufficiente ai dati, contrastando così le situazioni di monopolio.

L’accessibilità dei dati rappresenta la base per lo sviluppo di nuovi prodotti, l’ottimizzazione dei processi, le innovazioni basate sui dati ecc. A loro volta questi effetti positivi riverberano proficuamente sull’economia generale, ma non sono presi in considerazione quando i dati vengono approntati da privati, poiché per motivi di costo la loro fornitura non avviene nell’interesse della collettività.

Un’infrastruttura di dati statale genera fiducia e accettazione, contrasta le perdite di efficienza e garantisce il margine di ma-

novra dello Stato nella politica dei trasporti

L’attività dello Stato come gestore indipendente e non mosso da scopi di lucro può garantire una distanza sufficiente dagli interessi di tipo commerciale. In quanto attore imparziale e diligente che garantisce neutralità e fiducia, lo Stato è in condizione di assicurare la totale assenza di discriminazioni, pari trattamento per i dati di tutti gli offerenti e un loro approntamento sicuro e affidabile. Ciò aumenta la disponibilità a fornire dati.

La creazione di un’infrastruttura di dati da parte dell’ente pubblico argina il rischio che venga a nascere una pluralità di infrastrutture di dati, sviluppate in parallelo da più fornitori di mobilità che potrebbero utilizzare standard diversi – a detrimento dell’efficienza.

Un’inattività dello Stato comporta il rischio che singole imprese o piattaforme sviluppino un forte potere di mercato. In particolare, una piattaforma di intermediazione della mobilità che potrebbe instaurare un monopolio grazie alla sua utilizzazione esclusiva dei dati produrrebbe ripercussioni rilevanti sul sistema di trasporto.

L’accesso affidabile a dati sulla mobilità attendibili è una base che, in linea di principio, deve essere resa disponibile dallo Stato

Il finanziamento della gestione dell’infrastruttura di dati nel settore della mobilità deve essere prevalentemente demandato allo Stato, perlomeno nella fase iniziale. Si tratta di un presupposto fondamentale per rendere credibile il criterio dell’indipendenza e quindi l’assenza di discriminazioni da parte dell’infrastruttura e per promuoverne l’utilizzazione facoltativa. Inoltre, oggi quasi tutte le infrastrutture di dati aperte sono finanziate dal rispettivo Stato, poiché del valore aggiunto che generano spesso non usufruisce direttamente il loro gestore – si tratta perciò di attività non proficue sotto il profilo economico. In genere la raccolta, il consolidamento e la messa a disposizione di dati sulla mobilità non sono in sé un modello commerciale, a meno che non possano essere sfruttati in via esclusiva nei confronti degli utenti finali (cfr. anche n. 4.1.5.3). Se e in quale misura l’infrastruttura di dati debba essere finanziata tramite tasse di utilizzazione dopo i primi dieci anni di finanziamento da parte della Confederazione sarà oggetto di un’analisi dell’efficacia dopo otto anni. Sarà il Parlamento a decidere in merito al finanziamento dopo dieci anni.

4.1.2 Legge sull’infrastruttura di dati sulla mobilità (LIDMo): oggetto e scopo

Un sistema di mobilità efficiente grazie al miglioramento dell’utilizzazione di dati sulla mobilità attraverso la MODI, avente come componenti principali la Rete dei trasporti CH e la NADIM

Il livello digitale dei dati sulla mobilità è imprescindibile per una gestione efficiente, sostenibile e interconnessa delle infrastrutture stradali e ferroviarie e delle relative offerte di mobilità pubblica e privata. I dati sulla mobilità costituiscono un’infrastruttura di rilevanza sistemica del sistema di mobilità. Già al giorno d’oggi il sistema di trasporto non è più concepibile senza uno scambio di dati digitali. Soprattutto in un’ottica di efficienza e sostenibilità del sistema dei trasporti l’importanza dei dati sulla mobilità è destinata a crescere.

L’attuale normativa si sofferma in particolare sul potenziamento e la gestione delle infrastrutture fisiche, rivolgendosi singolarmente a specifici vettori di trasporto – si prendano gli esempi della legge federale del 19 dicembre 1958 sulla circolazione stradale (LCStr; RS 741.01), della legge federale del 20 dicembre 1957 sulle ferrovie (Lferr; RS 742.101), della legge del 20 marzo 2009 sul trasporto di viaggiatori (LTV; RS 745.1) e della legge sulle ciclovie [FF 2021 1261]). Tuttavia, alla luce dell’evoluzione sociale e tecnologica, la mobilità non può che essere considerata nel suo insieme, con la conseguenza che i dati sulla mobilità abbisognano di una regolamentazione che riguardi tutti i vettori. Un sistema di mobilità efficiente presuppone, oltre a piattaforme dei trasporti funzionanti nella pratica, anche facilità di reperimento, accesso e utilizzazione dei dati e dei servizi relativi alle infrastrutture di trasporto e alle offerte di mobilità.

Con lo scopo di giungere a un sistema di mobilità ottimizzato, il presente progetto mira a migliorare l’utilizzazione di dati sulla mobilità (fornitura, approntamento, scambio, connessione, fruizione) e l’interconnessione di offerte di mobilità attraverso un’apposita infrastruttura di dati sulla mobilità, la MODI. In questo modo, la Confederazione getta delle fondamenta neutrali e non discriminatorie ai

22 Ecoplan: «Daten als Infrastruktur für multimodale Mobilitätsdienstleistungen», 26.11.2019; rapporto all’attenzione dell’Ufficio federale di topografia swisstopo, disponibile in tedesco alla pagina dedicata ai Dati per un sistema di mobilità efficiente dell’UFT (admin.ch)