Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/2: Legge federale sull’infrastruttura di dati sulla mobilità · 55 pagine

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Con la NADIM, la MODI rappresenta per i fornitori di mobilità e di soluzioni per i clienti (app) una base trasparente e non legata a vettori di trasporto specifici. Gli utenti di mobilità possono utilizzare questi sistemi per organizzare i propri spostamenti in tutta semplicità senza trascurare gli aspetti della sostenibilità.

D’altro canto, non è immaginabile sfruttare le funzioni della NADIM per esercitare un controllo mirato o assegnare priorità a singole offerte o settori con il fine di fungere da intermediario di offerte di mobilità specificamente più sostenibili, poiché ciò minerebbe il principio cardine della non discriminazione. Ciò non toglie che possano essere i vari fornitori di servizi, per esempio nelle loro app, a fissare tali priorità per differenziarsi dalla concorrenza.

4.1.6 Tipologia di accesso ai dati attraverso la MODI

4.1.6.1 Dati aperti / dati pubblici aperti («open data» / «open government data»)

I dati sulla mobilità rilevanti e tutti i metadati vanno approntati attraverso la MODI come dati aperti (se provengono da fornitori di dati privati) o dati pubblici aperti (nel caso di dati dell’ente pubblico), ossia in linea di principio gratuitamente, in formato leggibile elettronicamente e aperto per un riutilizzo libero (conservazione inclusa). Il requisito vale in particolare per i dati essenziali della NADIM.

I fornitori di dati devono rendere disponibili i dati nella forma appropriata o conferire specifico mandato a terzi. Oltre a quelli essenziali, ulteriori dati sono resi disponibili attraverso la NADIM come dati aperti, a condizione che siano classificati come tali dai rispettivi fornitori.

4.1.6.2 Dati condivisi («shared data»)

In linea di principio, vi è la possibilità che ulteriori dati e, in casi motivati, anche parti dei dati essenziali (p. es. se richiedono un onere aggiuntivo specifico) siano resi disponibili secondo il principio dei dati condivisi, a condizioni conformi al diritto previamente definite dal fornitore di dati e dall’organizzazione di gestione oppure solo per determinati gruppi. I dati condivisi sono suddivisi nelle seguenti categorie:

dati ad accesso nominale («named access data»): i fornitori di dati rendono disponibili determinati dati solo a partner selezionati;

dati ad accesso pubblico («public access data»): i fornitori di dati rendono i loro dati pubblicamente accessibili ma non a condizioni aperte, ad esempio fatturando costi che superano i costi marginali o applicando altre condizioni;

reciproca condivisione di dati («mutual data sharing»; in precedenza «dati aperti ad accesso condizionato»): concetto che corrisponde alla definizione attualmente utilizzata nel rapporto del DATEC 2018 («Mise à disposition et échanges de données pour la conduite automatisée dans le trafic routier») sotto la guida dell’USTRA, secondo cui in linea di principio i dati sono pubblicamente accessibili ma chi se ne serve per realizzare un’offerta commerciale deve a sua volta metterne a disposizione;

dati ad accesso basato su proprietà («attribute based access data»): i fornitori di dati rendono disponibili determinati dati solo secondo criteri stabiliti. Un criterio potrebbe essere ad esempio l’attività non lucrativa dell’impresa che si serve dei dati.

4.1.6.3 Servizi aperti («open services»)

I servizi approntati attraverso la MODI, segnatamente la NADIM, sono messi a disposizione come servizi aperti in un formato aperto per il riutilizzo libero.

A partire da un certo numero di interrogazioni del servizio è possibile che vengano applicati emolumenti orientati ai costi, poiché lo sviluppo dei servizi e la portata del loro approntamento possono comportare oneri aggiuntivi (p. es. capacità di server supplementari). Tuttavia, l’eventuale limite massimo di interrogazioni gratuite dovrebbe essere formulato in modo da consentire anche ai più piccoli fornitori di servizi interconnessi (multimodali), come le start-up, di attingere ai servizi per definire un modello commerciale.

4.1.6.4 Dati chiusi («closed data») e servizi chiusi («closed services»)

I dati non disponibili al pubblico sono definiti dati chiusi. Un esempio sono i dati personali. In particolare nel caso di funzioni di distribuzione è possibile approntare anche servizi per lo scambio di dati non apertamente accessibili a tutti (servizi chiusi).

4.1.7 La Rete dei trasporti CH come componente della MODI: oggetto e scopo, ulteriori sviluppi e gestione

Scopo della Rete dei trasporti CH è creare un riferimento territoriale comune, trasversale rispetto ai vettori di trasporto, per i dati sulla mobilità e sui trasporti. La Confederazione deve a tal fine sincronizzare, ampliare e ottimizzare i dati sulla rete dei trasporti e le relative infrastrutture pubbliche.

La Rete dei trasporti CH, elemento essenziale della MODI, include i geodati e i sistemi informatici per eseguire operazioni standardizzate di raccolta, elaborazione e approntamento di dati sulle reti di trasporto della Svizzera.

La Rete dei trasporti CH contiene la rappresentazione digitale uniforme dell’intero sistema di trasporto della Svizzera, a prescindere dai vettori di trasporto, fornisce il sistema, i processi, le regole e la definizione dei contenuti e delle strutture dei dati per la manutenzione e lo scambio degli stessi e assicura la qualità e la costanza dell’esercizio.

Costituisce quindi un sistema di riferimento territoriale che rende possibile e semplifica la connessione di dati sulla mobilità georeferenziati attuali e futuri.

Le informazioni sull’infrastruttura di rete e sulle altre strutture di tutti i vettori di trasporto, nonché sulla loro utilizzazione, devono essere coordinate, armonizzate e rese pubblicamente e liberamente accessibili in tutta la Svizzera, a prescindere che si tratti di dati della Confederazione, dei Cantoni, dei Comuni o di terzi.