Rapporto esplicativo
Consultazione 2022/20: Revisione totale della legge federale sul diritto penale amministrativo (DPA) · 191 pagine
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dell’autore, le conseguenze del fatto stesso siano di lieve entità. In alternativa all’articolo 29 si potrebbe prevedere nell’AP-DPA una disposizione che si ispiri all’articolo 52 CP, con la differenza che le condizioni della lieve entità della colpa e della lieve entità delle conseguenze del fatto siano alternative e non cumulative. Questa soluzione sembra a prima vista proponibile, visto che il carattere cumulativo delle suddette condizioni dell’articolo 52 CP è dovuto alla considerazione degli interessi della vittima142 e nel diritto penale amministrativo non vi sono vittime, eccetto lo Stato, che tuttavia non potrebbe opporsi a una disposizione che egli stesso decide di applicare. Ma da una valutazione più dettagliata risulta che la suddetta disposizione potrebbe condurre a esiti non desiderati o addirittura inappropriati: essa ostacolerebbe il perseguimento dell’autore ogni volta che questi agisce con una colpa di lieve entità, poiché la gravità dell’atto commesso non avrebbe alcuna importanza, senza che debba per forza esservi una vittima nel senso summenzionato. Tale problema non si pone con il tenore dell’articolo 29 AP-DPA, che riprende l’articolo 87 capoverso 6 LATer, in particolare la nozione di «casi particolarmente lievi». La disposizione è infatti abbastanza flessibile da permettere di tenere conto, oltre che del grado di colpa dell’autore, anche dell’importanza delle conseguenze del suo atto, a prescindere dal fatto che esista una vittima nel senso summenzionato. Nonostante sia stata oggetto di discussioni nel gruppo di lavoro, l’introduzione nella DPA di una disposizione analoga all’articolo 87 capoverso 6 LATer ha tuttavia raccolto i favori di numerose unità amministrative che conducono procedimenti di diritto penale amministrativo.
Alla luce di quanto precede, l’articolo 29 riprende l’articolo 87 capoverso 6 LATer per disciplinare l’opportunità del perseguimento nel diritto penale amministrativo143, precisando che è applicabile a tutte le categorie di reati, compresi crimini e delitti e che gli articoli 52 e seguenti CP restano applicabili in virtù dell’articolo 2 AP-DPA. È ovvio che nell’esercizio del potere discrezionale conferitole dall’articolo 29 l’Amministrazione federale deve rispettare il principio dell’uguaglianza, il divieto di arbitrarietà e gli altri principi costituzionali. Va precisato che le leggi settoriali possono prevedere particolari disposizioni in materia di opportunità del perseguimento che derogano dall’articolo 29.
Occorre precisare che l’articolo 28 si applica solo alla fase del procedimento penale amministrativo che si svolge dinanzi all’amministrazione, mentre, in virtù degli articoli 281 capoverso 3 e 283 capoverso 3 AP-DPA, l’articolo 8 CPP è direttamente applicabile alla fase giudiziaria.
Il capoverso 2 riprende l’articolo 8 capoverso 3 CPP, tenendo conto delle particolarità del perseguimento penale amministrativo. Una disposizione di questo tipo è giustificata da motivi di coordinamento procedurale internazionale. Non vi è motivo di sostituire l’interesse preponderante dell’accusatore privato di cui all’articolo 8 capoverso 3 CPP con l’interesse pubblico preponderante, poiché la rinuncia al perseguimento penale è facoltativa, non obbligatoria, il che permette di tenere conto di un eventuale interesse pubblico preponderante proprio al fine di non rinunciare ad avviare il perseguimento.
142 FF 1999 II 1748 seg.
143 Per alcuni esempi e definizioni riguardo all’opportunità del perseguimento in «casi particolarmente lievi» nel diritto penale amministrativo cfr. TF, 8.7.2013, 6B_708/2012, consid. 3 – 3.2.3, TF, 27.3.2018, 1B_519/2017, consid. 3.5 e BSK HMG-SUTER/PIELES, art. 87 N 53.