Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/20: Revisione totale della legge federale sul diritto penale amministrativo (DPA) · 111 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione: Avamprogetto della legge federale sul diritto penale amministrativo (AP-DPA)

reato e della capacità economica dell’impresa. Questa disposizione va dunque nella dire- zione, che si pretende di non seguire, della sanzione delle imprese per violazioni di beni giuri- dici constatate oggettivamente ma di cui non sono responsabili. Trattasi qui di una sanzione aliena concretamente inflitta all’impresa? Che si instauri una responsabilità sussidiaria (non penale) per una pena aliena (dunque, come dice la legge, la condanna al pagamento di una multa di cui un’altra persona, ossia la persona fisica che ha commesso il reato, non deve ri- spondere per ragioni di economia procedurale) è una cosa, ma che sia inflitta una pena aliena è tutt’altra cosa, assolutamente indifendibile in uno Stato di diritto. Si pone inoltre la questione se sia ancora necessario un atto punibile commesso da una persona fisica (co- munque difficilmente dimostrabile) o se sia sufficiente, quale presupposto per la condanna dell’impresa, la realizzazione di una fattispecie oggettiva o l’insorgenza oggettivamente con- statabile di una messa in pericolo o di un risultato in rapporto con un bene giuridico protetto dal diritto penale? Sarebbe comunque più onesto, tenuto conto della problematica probatoria. In fin dei conti assomiglia però a una responsabilità penale oggettiva.

Queste considerazioni inducono il partecipante142 a chiedere a cosa si riferisce l’importo di 50 000 franchi, se all’importo della multa concretamente previsto nel caso in questione

(cpv. 1) o se all’importo determinato in funzione della capacità economica dell’impresa

(cpv. 3). Inizialmente si tratta di un atto individuale commesso da un autore che non è punito in quanto la sua identificazione richiederebbe misure sproporzionate. La multa individuale do- vrebbe, nella maggioranza dei casi, essere inferiore a quella fissata tenendo conto della ca- pacità economica dell’impresa. L’importo di 50 000 franchi non si riferisce esplicitamente alla pena prevista dalla disposizione penale soggiacente, poiché il legislatore avrebbe dovuto for- mulare diversamente la disposizione, quanto piuttosto alla multa concreta (inflitta alla persona fisica), ma con quale legittimazione entra in gioco la capacità economica dell’impresa? A pre- scindere da ciò, si tratta solo della gravità oggettiva dell’atto: quale pena prevista occorre- rebbe presupporre in presenza di un reato intenzionale e di un reato per negligenza, per i quali sono previste pene differenti?

Posizione dell’impresa nella procedura penale amministrativa

Due partecipanti143 ritengono necessario definire chiaramente nella legge lo statuto procedu- rale dell’impresa indagata sulla base dell’articolo 7 AP-DPA. Il rapporto esplicativo si limita a esprimersi sulla posizione del rappresentante dell’impresa nella procedura ma non sulla posi- zione dell’impresa stessa. Occorrerebbe esaminare se ciò è possibile riprendendo l’arti- colo 112 CPP o se bisogna adottare un’altra soluzione. Lo statuto procedurale dell’impresa costituisce infatti una questione fondamentale fonte di controversie dottrinali e prassi diver- genti delle autorità amministrative.

Abrogazione delle disposizioni derogatorie delle leggi speciali

Tre partecipanti144 si oppongono all’abrogazione delle disposizioni delle leggi speciali che pre- vedono una multa ammontante a più di 50 000 franchi poiché ciò costituisce un’enorme restri- zione del margine di manovra delle autorità interessate e una regressione significativa per le imprese stesse. Uno di essi145 precisa che, nonostante le preoccupazioni generali concer- nenti la responsabilità penale delle imprese, va in effetti ammesso che in determinati casi può

142 UNI BE, pag. 7 seg.

143 B&K, pag. 9; UNIL, pag. 8

144 B&K, pag. 7; UNIL, pag. 6 seg.; economiesuisse, pag. 3

145 economiesuisse, pag. 3