Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/28: Revisione dell’ordinanza sulla protezione delle acque 2022 · 14 pagine

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Revisione dell’ordinanza sulla protezione delle acque 2023 Rapporto esplicativo Consultazione OPAc

5 Ripercussioni

5.1 Ripercussioni sulla Confederazione

Nell’ambito della concretizzazione dell’articolo 9 capoverso 3 LPAc, il progetto comporta implicazioni per la Confederazione che possono essere parzialmente coperte con le risorse esistenti. Tuttavia, l’UFAM avrà bisogno di personale supplementare di circa un ulteriore posto di lavoro a tempo pieno per raccogliere, verificare e valutare i dati delle analisi delle acque e per offrire ai Cantoni consulenza e supporto. La verifica delle omologazioni comporta anche un lavoro supplementare per i servizi d’omologazione e di valutazione della Confederazione. Questi servizi dovranno identificare i prodotti da riesaminare, determinare i rischi che presentano ed esaminare gli adeguamenti alla gestione del rischio.

Gli adeguamenti nell’ambito dell’esecuzione delle zone di protezione delle acque sotterranee permettono all’UFAM di adempiere i propri obblighi di vigilanza e di essere costantemente informato sui progressi compiuti nella risoluzione delle lacune nell’esecuzione. Per l’UFAM, il progetto comporta costi supplementari in termini amministrativi e di personale per verificare i piani i rapporti periodici cantonali e svolgere il lavoro a sostegno dell’esecuzione. A tal fine è stimato necessario prevedere un altro posto di lavoro a tempo pieno durante la fase di attuazione (almeno 12 anni).

5.2 Ripercussioni sui Cantoni e sui Comuni

Il progetto comporta ripercussioni per i Cantoni per quanto concerne il rilevamento e il controllo delle aree di riempimento e dei piazzali di lavaggio per le irroratrici di prodotti fitosanitari, la comunicazione annuale dei risultati del monitoraggio delle acque all’UFAM, la pianificazione e l’attuazione della delimitazione definitiva delle zone di protezione delle acque sotterranee e l’applicazione delle disposizioni di protezione necessarie. Tuttavia, secondo il diritto in vigore i Cantoni devono già svolgere tutti questi compiti. Si tratta semplicemente di accelerare l’esecuzione dei compiti che dal 1972 sono prevalentemente di competenza dei Cantoni. Per i rapporti annuali dei controlli delle aree di riempimento e i piazzali di lavaggio nelle aziende può essere utilizzato il sistema d’informazione Acontrol esistente, in cui sono già registrati i risultati dei controlli delle aziende agricole. Un onere aggiuntivo deriva dal fatto che questi dati devono ora essere registrati e comunicati anche per le aziende non agricole.

Sorgono oneri supplementari anche per i Comuni o le aziende di approvvigionamento idrico che non dispongono ancora di zone di protezione delle acque sotterranee legalmente vincolanti o che non attuano ancora in misura completa le restrizioni di utilizzo e le misure di protezione necessarie. Tuttavia, secondo il diritto vigente avrebbero già dovuto farsi carico di questi costi. I costi necessari per attuare il progetto dipenderanno dal grado di applicazione della legislazione in materia di protezione delle acque da parte dei Cantoni, dei Comuni e delle aziende di approvvigionamento idrico.

La creazione una tantum della pianificazione cantonale per l’esecuzione delle zone di protezione delle acque sotterranee e per la creazione di rapporti periodici per l’UFAM comporta oneri supplementari moderati.

Il progetto consente ai Cantoni e ai Comuni di avere una maggiore sicurezza in termini di pianificazione. La probabilità di un futuro peggioramento dell’approvvigionamento idrico in termini di quantità e qualità diminuisce. Garantire con continuità le risorse di acqua potabile rappresenta un servizio alla propria popolazione e rende più attrattiva la zona.

5.3 Ripercussioni sull’economia

Data l’attuale situazione di inquinamento delle acque, si stima che a partire dal 2025 occorrerà verificare le omologazioni di otto su un totale di circa 250 sostanze attive di prodotti fitosanitari chimici. Per queste otto sostanze attive dei prodotti fitosanitari le possibili prescrizioni per l’uso a protezione delle acque non sono ancora tutte adempiute. Si può dunque presumere che

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