Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/29: Legge federale sulla verifica degli investimenti esteri · 15 pagine
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investimenti svizzeri nell’altro Paese) sia sancito nella legge, mentre il PEV chiede al Consiglio federale di valutare se questo sia possibile.
4.2.6 Eccezione di alcuni Stati
11 partecipanti chiedono che gli investitori di determinati Stati siano esentati dalla verifica degli investimenti. ZH, PVL, i VERDI, economiesuisse, hkbb, Interpharma, scienceindustries, SCCC e SwissHoldings sono a favore di un’eccezione per gli Stati membri dell’UE/AELS, Bär & Karrer per un’eccezione per i Paesi OCSE. Lo Studienvereinigung Kartellrecht è favorevole all’esenzione per gli Stati membri dell’UE/AELS e dell’OCSE. Non è stato fatto alcun commento sulla compatibilità con gli obblighi di diritto internazionale della Svizzera. Il PLR ritiene quantomeno contraddittorio che solo le persone fisiche e non anche le società degli Stati UE/AELS siano esentate dalla verifica sugli investimenti.
4.2.7 Criteri di approvazione
Bär & Karrer e Studienvereinigung Kartellrecht sono del parere che si dovrebbe poter vietare un’acquisizione solo se questa mettesse effettivamente in pericolo l’ordine pubblico o la sicurezza, e non già se c’è sospetto. Inoltre, ritengono che i criteri di approvazione debbano essere definitivi.
BE propone che i criteri di approvazione considerino se nel Paese d’origine dell’investitore estero vi sia reciprocità e se permetta investimenti da parte di imprese svizzere. ZG suggerisce che dovrebbe essere possibile ripristinare l’approvazione e annullare l’acquisto se la sede dell’investitore acquirente viene trasferita all’estero entro i cinque anni successivi.
SwissHoldings ritiene che i criteri di approvazione siano relativamente vaghi, in quanto contengono un gran numero di termini legali non definiti. Tuttavia, riconosce che deve esserci un certo margine di manovra per consentire alle autorità di rispondere a circostanze impreviste.
Bär & Karrer, FSA e Studienvereinigung Kartellrecht chiedono di rinunciare una sostanziale distorsione della concorrenza come criterio di approvazione, la quale potrebbe mettere in pericolo l’ordine pubblico o la sicurezza. Prendere in considerazione gli effetti (negativi) sulla concorrenza non solo solleverebbe questioni inutili e probabilmente irrisolvibili sul rapporto con il controllo delle fusioni nella legge sui cartelli, ma darebbe anche adito al pericolo di abusi, in quanto si potrebbe tentare di usarlo per tenere fuori concorrenti esteri non graditi.
Per Bär & Karrer, FSA e Studienvereinigung Kartellrecht la volontà dell’investitore estero di cooperare non ha alcuna attinenza con la messa in pericolo dell’ordine pubblico o della sicurezza, né si possono trarre conclusioni sugli effetti dell’acquisizione. Pertanto, chiedono di eliminare la disponibilità a collaborare dai criteri di approvazione, o al massimo considerarla a favore dell’investitore.
economiesuisse, hkbb, Interpharma, scienceindustries e SCCC chiedono di specificare la portata e la natura dei requisiti e delle condizioni ammissibili, in modo da poterne valutare meglio le conseguenze.
4.3 Procedura di approvazione
Sono stati ricevuti diversi pareri sulla procedura di approvazione. La struttura a due livelli non è stata messa in discussione.
GE, TI, Travail.Suisse e SwissHoldings sono sostanzialmente favorevoli alla procedura proposta in consultazione. Il PS e l’USS esprimono un certo scetticismo sul fatto che la SECO debba essere responsabile della verifica degli investimenti e del coordinamento con le unità amministrative cointeressate e con il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). Chiedono quindi di rivedere come garantire la massima autonomia possibile all’organismo di controllo all’interno della SECO.
20 partecipanti hanno avanzato proposte di modifica senza essere completamente d’accordo con la procedura o rifiutarla del tutto. Le principali osservazioni sono riportate di seguito.