Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/63: Revisione della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente: finanziamento transitorio e consenso (incl. diritto esecutivo) · 69 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione sulla revisione della LCIP (finanziamento transitorio e consenso)
per la piattaforma, la certificazione della comunità di riferimento, la comunicazione, la formazione, l’apertura delle CIP (sede + personale), l’emissione di uno strumento d’identificazione secondo la LCIP e l’assistenza. Dato che i costi per l’emissione di uno strumento d’identificazione oscillano tra i 25 e i 30 franchi, NE chiede di modificare il capoverso 1 come segue: «Le comunità di riferimento ricevono 15 30 franchi per ciascuna cartella informatizzata del paziente aperta.».
Il Cantone SO ritiene che la formulazione dell’articolo 3 capoverso 1 in combinato disposto con l’articolo 5 capoverso 2 lettera b fa sì che la Confederazione non possa riconoscere alcun importo se il Cantone corrisponde un importo inferiore per ciascuna CIP aperta e porta l’esempio seguente: una comunità di riferimento riesce ad aprire una CIP per un importo di 28 franchi; il Cantone partecipa con un importo di 14 franchi per ciascuna CIP; in un caso come questo di apertura (efficiente) della CIP la Confederazione non può riconoscere alcun importo. SO propone pertanto di modificare il capoverso 1 come segue: «Le comunità di riferimento ricevono al massimo 15 franchi per ciascuna cartella informatizzata del paziente aperta.».
IGMG fa presente che l’apertura della cartella o la messa a disposizione della piattaforma tecnica non consente ancora la fruizione della CIP. Occorre poi inserirvi i dati. La comunità di riferimento può inoltre beneficiare di economie di scala, mentre il fornitore di prestazioni deve reinserire i dati individuali per ogni cartella con un effetto di scala limitato. Sono soprattutto i medici di base che dovrebbero essere motivati a registrare i dati sanitari dei loro pazienti. Propone pertanto di modificare il capoverso 1 come segue: «Le comunità di riferimento ricevono 15 franchi per ciascuna cartella informatizzata del paziente aperta. Le comunità di riferimento ricevono 15 franchi per le prime 10 000 cartelle aperte, 10 franchi per le successive 90 000 e 5 franchi per tutte le altre. I professionisti della salute ricevono 5 franchi per ciascuna cartella per la registrazione di rapporti e 10 franchi per ciascuna cartella ogni trimestre per l’inserimento di dati strutturati.».
SGMI e CH++ fanno presente che il criterio della nuova apertura può essere ingannevole: con misure di pubblicità è possibile, a determinate condizioni, aprire rapidamente una CIP, che però non sarà mai utilizzata. In caso di cambiamento di comunità di riferimento l’importo sarebbe inoltre dovuto più volte. La Confederazione ha dunque interesse a che la CIP sia utilizzata in maniera durevole, per cui se ne dovrebbe garantire la gestione. Propone pertanto di modificare il capoverso 1 come segue: «Le comunità di riferimento ricevono un contributo base di 15 5 franchi per ciascuna cartella informatizzata del paziente aperta gestita per un intero anno (12 mesi). Confederazione e Cantoni stilano insieme un elenco di processi utili, chiaramente definiti e pienamente operativi, e versano 5 franchi per ciascun processo e ciascuna cartella gestita per un intero anno fino a un importo massimo (aiuto finanziario complessivo incluso contributo di base) di 15 franchi.».
axsana fa presente che se si pone l’accento sulla costruzione dell’ecosistema e si tiene di conseguenza conto sia della CIP che dei professionisti della salute, la logica di calcolo indicata nell’avamprogetto va modificata. Secondo i calcoli della Confederazione, di qui alla revisione completa della LCIP saranno aperte 2 milioni di CIP, ragion per cui l’avamprogetto fissa un limite di spesa di 30 milioni di franchi. Se in più si tenesse però conto dei professionisti della salute produttivi, i calcoli dovrebbero essere adeguati. Propone dunque di mantenere a 15 franchi l’importo per ciascuna cartella aperta e computare in più altri 15 franchi per ciascun nuovo professionista della salute produttivo. L’attuale obbligo di affiliarsi a una comunità comprende gli ospedali e altri istituti ai sensi degli articoli 39 capoverso 1 o 3 oppure 49 capoverso 4 LAMal nonché i medici e le strutture che servono alle cure ambulatoriali dispensate da medici che chiedono un’autorizzazione all’esercizio a carico all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS). axsana stima che entro il 2027 i professionisti della salute produttivi saranno circa 200 000. Ne risulta che il limite di spesa da preventivare fino ad allora è di 30 milioni di franchi per le CIP e di 3 milioni di franchi per i professionisti della salute per un importo complessivo di 33 milioni di franchi. Sarebbe pertanto bene inserire nell’articolo un nuovo capoverso 2: «Le comunità (di riferimento) ricevono 15 franchi per ciascun nuovo professionista della salute produttivo.».
eSANITA fa notare che, anche nel caso di una CIP aperta completamente online e comprensiva di strumento d’identificazione, i costi totali di uno strumento d’identificazione efficiente