Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/81: Legge federale sulla trasparenza delle persone giuridiche e di altri costrutti giuridici (Legge sulla trasparenza delle persone giuridiche; LTPG) · 140 pagine

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Rapporto esplicativo concernente la legge federale sulla trasparenza delle persone giuridiche e sull’identificazione degli aventi economicamente diritto

identificare l’avente economicamente diritto della società nonché identificare lo scopo di tale operazione.

La creazione di un regime speciale per la professione forense tiene conto della salvaguardia di cui gode il segreto professionale dell’avvocato nell’ordinamento giuridico e del ruolo svolto dall’avvocato nella garanzia dell’accesso alla giustizia. Le regole di tale regime saranno definite in modo da salvaguardare totalmente il rapporto di fiducia tra avvocato e cliente. Nel momento in cui svolge un’attività tipica di avvocato, coperta dal segreto professionale, quest’ultimo deve soltanto identificare il proprio cliente e lo scopo della transazione auspicata nonché accertare l’avente economicamente diritto di tale transazione; è esclusa la comunicazione a MROS delle informazioni coperte da segreto. La vigilanza degli avvocati assoggettati alla LLCA è perfettamente integrata nell’attuale diritto disciplinare, senza alcun intervento di autorità o di terzi non tenuti al rispetto del segreto professionale.

Obblighi di diligenza e obbligo di comunicazione

Con la nuova regolamentazione i consulenti saranno sottoposti a obblighi di diligenza analoghi a quelli degli intermediari finanziari. Il contenuto di tali obblighi viene tuttavia adeguato per riflettere i rischi (elevati o modesti) specifici legati alle attività assoggettate alla nuova legge (cfr. art. 8c AP-LRD). È inoltre rivisto rispetto al progetto sottoposto in precedenza al Parlamento, per renderlo più proporzionato e adattato ai rischi. Ad esempio, l’avamprogetto non prevede più in maniera sistematica l’obbligo di chiarire le circostanze di una transazione.

I consulenti saranno tenuti a comunicare i propri sospetti a MROS. Essi possono tuttavia invocare il segreto professionale in deroga a tale obbligo (cfr. art. 9 cpv. 2 AP-LRD). La stessa eccezione è prevista dal regime applicabile agli avvocati assoggettati alla LLCA (cfr. art. 13e AP-LLCA). Peraltro, l’obbligo di comunicazione sussiste soltanto se l’avvocato è coinvolto in una transazione finanziaria.

Vigilanza

La vigilanza dei consulenti sarà organizzata in maniera analoga a quella degli intermediari finanziari del settore parabancario (art. 2 cpv. 3 LRD). Questo permette di integrarla nel modello esistente previsto dalla LRD, che lascia ampio spazio all’autodisciplina (cfr. tuttavia gli sviluppi a livello di giurisprudenza e la necessità di ridefinire determinati elementi di tale vigilanza, n. 1.2.2.2). I consulenti dovranno quindi affiliarsi a un OAD che eserciterà la vigilanza corrente. Per quanto concerne gli avvocati assoggettati alla LLCA, l’autorità cantonale eserciterà la sorveglianza disciplinare conformemente alla LLCA.

1.2.2.1.2 Alternative esaminate

La possibilità di estendere la definizione di intermediazione finanziaria e gli obblighi che ne derivano ad altre attività ad alto rischio esercitate da giuristi e altri fornitori di servizi specializzati è stata scartata. Tale soluzione massimalista non permette di tenere conto delle specificità delle professioni considerate, soprattutto del ruolo degli avvocati e dei notai; non appare inoltre conforme al principio di proporzionalità, date le differenze tra questi tipi di attività.

Neppure lo status quo è auspicabile. Attualmente la Svizzera è l’unico Paese europeo che non prevede ad esempio alcun obbligo di diligenza (in particolare quello di identificare il cliente e accertare l’avente economicamente diritto) al momento della creazione o dell’esercizio di società o di trust. In Svizzera tali attività sono sottoposte alla LRD esclusivamente se collegate a flussi finanziari. È tuttavia nell’interesse della Svizzera che determinate attività del settore non finanziario, utilizzabili dai criminali a scopo di riciclaggio di denaro, siano integrate nei meccanismi di lotta contro il riciclaggio di denaro. L’applicazione del diritto penale ordinario (in particolare art. 305bis CP) non è sufficiente: non basta a obbligare un notaio o un avvocato a porre al proprio cliente le domande necessarie, ad esempio circa lo scopo della transazione