Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/90: Modifica dell’ordinanza sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (OAVS) · 19 pagine
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Organizzazioni di assicurati, beneficiari di prestazioni e indipendenti
Tra le organizzazioni che difendono gli interessi delle persone anziane, Pro Senectute, CSA e ASA/SVS approvano in linea di principio le modifiche proposte, ma formulano riserve su alcuni aspetti. Tenuto conto della durata limitata dei pagamenti compensativi e dell’aumento del costo della vita, le tre organizzazioni chiedono che anche le compensazioni per le donne della generazione di transizione vengano adeguate in base all’indice misto. Il CSA ritiene in particolare che i motivi addotti a sostegno della soluzione proposta (non si tratta di una rendita ma di un supplemento) non siano validi e rileva che non risultano dai documenti del Consiglio federale. Per quanto riguarda la rinuncia all’anticipazione della rendita di vecchiaia e la revoca della medesima in caso di diritto a una rendita d’invalidità (art. 56terOAVS), ASA/SVS e CSA sono dell’avviso che i beneficiari di una rendita AI non intera dovrebbero poter completare il reddito anticipando una parte della rendita AVS e sottolineano che questa soluzione è in linea con l’obiettivo di rendere più flessibile il sistema. L’ASA/SVS è contraria a una modifica dell’ordinanza sul libero passaggio in quanto ritiene che creerebbe incentivi sbagliati per le persone anziane che esercitano un’attività lucrativa e ostacolerebbe la flessibilizzazione auspicata.
Le organizzazioni femminili (CFQF, USDCR) rilevano che con l’attuazione della riforma AVS 21 non rimarrà praticamente più alcuna misura compensativa per le donne della generazione di transizione e chiedono dunque che almeno i supplementi di rendita vengano adeguati all’evoluzione dei prezzi e dei salari. Rilevano inoltre che l’aumento in caso di rinvio della rendita non è soggetto a limitazione, in quanto l’ordinanza prevede che venga adeguato all’evoluzione dei prezzi e dei salari.
Le organizzazioni di aiuto ai disabili (Inclusion Handicap, Procap) auspicano da un lato che i lavoratori vengano informati in modo adeguato sulla possibilità di rinunciare alla franchigia dopo il raggiungimento dell’età di riferimento e, dall’altro, che possano chiedere, prima di decidere in via definitiva, un calcolo anticipato della rendita di vecchiaia con e senza rinuncia, per poter scegliere la soluzione a loro più idonea. Per quanto concerne il supplemento di rendita per le donne della generazione di transizione, le due organizzazioni desiderano che il Consiglio federale faccia uso del proprio margine discrezionale affinché tale supplemento venga adeguato all’evoluzione dei prezzi e dei salari.
Inclusion Handicap e Procap sono dell’avviso che debba essere possibile riscuotere anticipatamente una parte della rendita AVS e in parallelo percepire una rendita AI non intera. Inclusion Handicap accoglie con particolare favore la possibilità di revocare l’anticipazione di una rendita di vecchiaia, ma deplora il fatto che ciò sia possibile soltanto se l’importo della rendita AI concessa a posteriori corrisponde a quello della rendita AVS percepita fino alla revoca. In questo modo, infatti, la revoca rimarrebbe una possibilità meramente teorica per alcune persone, tanto più che la cassa di compensazione potrà chiedere la restituzione di eventuali rendite AVS che a seguito di una revoca risultano versate in eccesso. Di conseguenza Inclusion Handicap chiede che sia possibile revocare l’anticipazione della rendita AVS senza compensazione integrale dell’eventuale richiesta di restituzione con il pagamento retroattivo della rendita AI. Procap respinge inoltre la proposta di subordinare il rinvio della riscossione della prestazione di libero passaggio alla prosecuzione dell’attività lucrativa dopo il raggiungimento dell’età di riferimento.
Tra gli istituti di previdenza e le compagnie assicurative che si sono espresse nell’ambito della procedura di consultazione, l’ASA accoglie con favore la modifica dell’ordinanza sul libero passaggio, in quanto crea un incentivo alla prosecuzione dell’attività lucrativa, ma auspica l’introduzione di un termine transitorio. ASIP, ASA/SVV, VVS e inter-pension sono contrari all’adeguamento. Giustificano la loro posizione adducendo che la regolamentazione attuale si è dimostrata valida e che intervenire in contratti in essere costituisce una violazione del principio di fiducia. Ritengono inoltre che richiedere la prova della prosecuzione dell’attività lucrativa comporti notevoli oneri e spese supplementari per gli istituti. Il fatto che la riscossione possa essere imposta a breve termine può inoltre tradursi in perdite di rendimento per gli assicurati, se i titoli devono essere venduti in un momento sfavorevole.