Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 173Fedlex · Rapporto sui risultati

Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)

fatto solo su richiesta di un medico che doveva consultare i loro documenti. Occorre prevedere una procedura che consenta ai pazienti in possesso una CIP, ma che non la gestiscono, di accordare e revocare l’accesso ai loro documenti. Senza una tale procedura ci si ritroverà con delle CIP riempite di documenti medici, ma che si riveleranno inutili perché non potranno essere consultate. I professionisti potrebbero inoltre provare una certa frustrazione, visto che quando vorranno accedere ai documenti il paziente non sarà in grado di accordare loro i diritti d’accesso. Garantire l’autodeterminazione del paziente significa anche rispettare la sua volontà di non accedere ai documenti contenuti nella cartella senza che ciò si ripercuota negativamente sulla sua salute.

I pazienti la cui CIP è stata aperta automaticamente per effetto del sistema di opt-out devono poter accordare e revocare diritti d’accesso a professionisti della salute senza dover ottenere uno strumento d’identificazione elettronica (Id-e) e gestire la loro CIP. Le piattaforme certificate dovrebbero prevedere una procedura che permetta a un professionista della salute di chiedere al proprio paziente l’autorizzazione di accedere alla CIP, per esempio attraverso un codice inviato via SMS sul cellulare di quest’ultimo.

Pagina 14, numero 1.2.3 (cfr. anche pag. 26/27 e 63)

UDF chiede se per professionisti della salute attivi nel settore ambulatoriale si intendano, oltre ai medici, anche organizzazioni Spitex, fisioterapisti ecc. Il partito non esclude che possa avverarsi il timore espresso a pagina 63 secondo cui molti professionisti della salute potrebbero uscire anticipatamente dal mercato perché non vogliono digitalizzare il proprio studio medico.

Per EVS la questione del finanziamento dell’affiliazione al sistema CIP da parte dei professionisti della salute attivi nel settore ambulatoriale non è chiarita e viene tuttora omessa. L’associazione rileva che l’esercizio della professione (e, di riflesso, le cure erogate alla popolazione) comporta sempre più oneri e spese, ma che non si osservano miglioramenti significativi sul fronte dalla rimunerazione delle prestazioni. I fornitori di prestazioni devono quindi poter contare sul finanziamento iniziale e su adeguamenti tariffali. È l’unico modo per compensare gli oneri supplementari e mantenere aggiornate la necessaria infrastruttura digitale. Nei prossimi anni il cambiamento demografico potrebbe indurre un fabbisogno ancora maggiore di prestazioni di infermieri, logopedisti, ergoterapisti, dietisti ecc. Le sanzioni come la revoca dell’autorizzazione non risolvono il problema della mancanza di risorse finanziarie e mettono a rischio l’assistenza medica di base.

Facendo riferimento all’adozione della mozione 19.3955 del 4 aprile 2019 «Una cartella informatizzata del paziente per tutti i professionisti della salute coinvolti nel processo di cura», SG osserva che l’obbligo di affiliazione per i professionisti della salute attivi nel settore ambulatoriale possa essere attuato già nell’ambito della revisione concernente il finanziamento transitorio della CIP.

Pagina 15

UDF trova particolarmente riuscita la formulazione della visione a pagina 15: «In Svizzera le persone vivono in un contesto che promuove la salute indipendentemente dal loro stato di salute e dalle loro condizioni socioeconomiche e beneficiano di un sistema sanitario moderno, di elevata qualità e finanziariamente sostenibile».

Poi rimanda a un altro passaggio, riferito alla strategia: «Per Confederazione e Cantoni, la digitalizzazione è uno strumento fondamentale per il raggiungimento di importanti obiettivi di politica sanitaria, in particolare nei settori qualità delle cure, sicurezza dei pazienti, efficienza, cure coordinate e interprofessionalità, nonché alfabetizzazione sanitaria». E a un altro ancora, sempre a pagina 15: «Promuovere la digitalizzazione, armonizzare e coordinare la digitalizzazione, abilitare alla digitalizzazione». Il partito è dell’opinione che sia pericoloso puntare in modo così unilaterale sulla digitalizzazione nel settore sanitario. Si può infatti presumere che, per pazienti, persone con disabilità e in particolare persone anziane, l’empatia nella relazione di cura sia più importante della registrazione di un grosso volume di dati e della compilazione di statistiche.