Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 175Fedlex · Rapporto sui risultati
Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)
Pagina 26, articolo 26a
LU ritiene contraddittori i termini di attuazione indicati nell’avamprogetto e nel rapporto esplicativo (art. 26a: 3 + 6 mesi; pag. 26: «entro un anno»).
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Secondo IVR, le modalità di utilizzo dei servizi supplementari devono essere sufficientemente flessibili in modo da permettere una comunicazione diretta tra i fornitori di prestazioni. Per le organizzazioni di soccorso è indispensabile poter scambiare tempestivamente e per via elettronica informazioni di natura non medica ma rilevanti ai fini della cura (p. es. prenotazione di capacità al pronto soccorso direttamente dal luogo dell’intervento, oggi si fa per telefono).
Pagina 28
Per quanto concerne le possibilità di scelta del grado di riservatezza, iph è del parere che si debba evitare un consenso dinamico. L’opzione di escludere dal consenso i dati «confidenziali» o «segreti» complica l’utilizzo del sistema e potrebbe avere come conseguenza che al titolare della CIP venga proposta una sorta di «via di mezzo» che, come è statisticamente probabile, verrà scelta dalla maggior parte delle persone. Molti set di dati sarebbero quindi incompleti, il che potrebbe complicare il lavoro e portare a conclusioni errate.
Secondo ASSGP, le possibilità di scelta del grado di riservatezza non devono comportare un deterioramento della qualità dei dati. A questo proposito l’associazione condivide il parere di scin (e quindi di iph).
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In riferimento al passaggio del rapporto esplicativo in cui si afferma che l’impostazione della gestione del consenso è prevista nel programma di promozione della trasformazione digitale nel settore sanitario «DigiSanté» e non rientra quindi nel presente avamprogetto, H+ osserva che a fine 2023 il Consiglio federale trasmetterà al Parlamento il messaggio programmatico su «DigiSanté». Di conseguenza si chiede se abbia senso discutere sull’articolo 19g AP-LCIP, in particolare sul capoverso 2, già nell’ambito di questa revisione o se non sarebbe più opportuno farlo nel quadro di «DigiSanté». Ciò nonostante, in linea con il commento di unimedsuisse (che riprende alla lettera e del suo parere), raccomanda di verificare se la gestione del consenso non possa essere disciplinata già nell’ambito della presente revisione. Secondo unimedsuisse, la possibilità per i pazienti di stabilire quali dati mettere a disposizione a scopo di ricerca non è compatibile con l’auspicata integrazione profonda dei dati, ossia con il loro caricamento automatico nella CIP dai sistemi informativi clinici.
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GE apprezza che sia stata semplificata l’integrazione degli strumenti d’identificazione e che la Confederazione metta a disposizione un’Id-e che permette di autenticarsi. Ritiene tuttavia che debba essere garantita la validità degli strumenti d’identificazione esistenti.
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LU è dell’avviso che il termine «applicazioni sanitarie» sia definito in modo molto generico e lasci un ampio margine d’interpretazione. Secondo il Cantone occorre valutare se non sia il caso di apportare precisazioni nel quadro del messaggio affinché, oltre agli esempi citati, in futuro alla CIP si possano collegare anche sistemi esperti (p. es. check vaccinali) tramite un’interfaccia.
Pagina 31 e seguenti
Secondo GDK, AG, AI e JU, il termine «applicazioni sanitarie» è definito in modo molto generico e lascia un ampio margine d’interpretazione. Secondo questi partecipanti occorre valutare se non sia il caso di apportare precisazioni nel quadro del messaggio affinché, oltre agli esempi citati, in futuro alla CIP si possano collegare anche sistemi esperti (p. es. check vaccinali) tramite un’interfaccia.