Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)

Rilevano peraltro che l’Id-e dei professionisti della salute rappresenta un elevato fattore di costo per le case per anziani e le case di cura, per cui si augurano che l’implementazione dell’Id-e emessa dalla Confederazione consentirà alcuni risparmi. Sottolineano infine che se dovessero verificarsi ritardi nell’introduzione dell’Id-e della Confederazione, o se tale identità elettronica non venisse introdotta, si dovrebbero valutare delle alternative.

Pagina 41/42

IVR propone di creare una sorta di «indice di fiducia» per le applicazioni sanitarie, che permetta di valutare la qualità dei dati. Senza una qualificazione dei dati delle applicazioni sanitarie non si può escludere che vengano prese decisioni mediche sulla base di dati inattendibili e quindi probabilmente errati.

Pagina 44, articolo 14

Secondo dCH, il rapporto esplicativo non fornisce indicazioni sufficienti sui seguenti aspetti:

- gli obiettivi e gli intenti della proposta del Consiglio federale, che non sono chiari;

- la delimitazione dei dati (dove si registra cosa), che non è chiara;

- in futuro quali dati rimarranno presso le comunità di riferimento?

- una nuova banca dati della Confederazione genera molte interfacce nuove; come vanno definite queste interfacce?

- le comunità di riferimento devono potersi fidare dell’offerente della banca dati centralizzata; come viene garantita questa fiducia?

dCH ritiene che manchino precisazioni sulle componenti centrali, su cosa implicano, su cosa comprendono e su come potrebbe configurarsi la governance.

Pagina 45, articolo 14 capoverso 3

privatim chiede di aggiungere nel rapporto esplicativo che il Consiglio federale definirà in modo molto restrittivo i dati da memorizzare nella banca dati centralizzata di cui al capoverso 1 lettera d.

Pagina 46 e seguente

JU auspica che si aggiungano stime sulle ripercussioni finanziarie per i Cantoni (incl. CIP, strumento d’identificazione, opt-out).

Pagina 45/46, articolo 19

WEKO chiede di completare il rapporto esplicativo come segue: «Nell’assegnazione di mandati secondo l’articolo 19 LCIP devono essere rispettate le disposizioni della legge federale sugli appalti pubblici». Per la commissione è importante specificare almeno nel rapporto esplicativo che i mandati devono essere assegnati in conformità a quanto previsto dalla legge federale sugli appalti pubblici.

Pagina 46, articolo 19 capoverso 1bis lettera b

USB auspica che i requisiti vengano precisati.

Pagina 46/47, articolo 19a e pagina 47/48, articolo 19d

Per ARTISET e CURAVIVA sarebbe irritante se i fondi pubblici destinati alla diffusione della CIP non venissero trasferiti integralmente o almeno in parte ai fornitori di prestazioni, soprattutto perché le quote da pagare per le case per anziani e le case di cura (sottofinanziate) costituiscono un peso finanziario.

Destinare i fondi pubblici anche ai fornitori di prestazioni avrebbe ripercussioni positive tra l’altro per quelli che lavorano nel settore ambulatoriale con un basso grado di occupazione. Proprio per queste persone vi è infatti il rischio che non convenga più esercitare la professione se i costi connessi alla CIP sono troppo elevati. Considerata la penuria di personale qualificato, questa soluzione sarebbe essenziale per non mettere a rischio l’assistenza sanitaria.

Proposta: secondo ARTISET e CURAVIVA anche i professionisti della salute affiliati e le loro strutture devono beneficiare di un sostegno finanziario. Occorre dunque garantire che i fondi